Servizi segreti, un master alla Sapienza per diventare 007

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Un tempo gli agenti segreti si reclutavano all’interno delle forze dell’ordine, la riforma dell’intelligence del 2007 è stata una rivoluzione da questo punto di vista. Già nel 2009 il Dis pubblicò un bando sul proprio sito, che ha raccolto 16.500 domande.

Questo perché gli attacchi cibernetici oltre che il terrorismo internazionale rendono necessari non solo agenti operativi, ma anche esperti nella raccolta e nell’analisi di informazioni utili alla protezione degli interessi politici, economici, militari, scientifici del nostro Paese. Per questo gli aspiranti 007 si specializzeranno in informatica, sistemi di sicurezza delle reti, economia e diritto. Diventeranno esperti in sistemi di rilevazione di frodi, tracciatura delle operazioni sul mercato finanziario, l’individuazione di evasione fiscale, monitoraggio di attività critiche, rilevazione di incendi e inondazioni. “La sfida che abbiamo dinanzi a noi” spiega l’ambasciatore Giampiero Massolo, direttore del Dis “è quella di far maturare e crescere le nostre risorse umane, assicurando quel graduale ricambio generazionale che è indispensabile per mantenere standard di eccellenza nel servizio fornito al Paese”. Il master è gestito dal Centro di Ricerca in Cyber Intelligence and Information Security della Sapienza e prevede la collaborazione con la Scuola di formazione del Dis, alla quale sono affidati la formazione e l’aggiornamento professionale di tutto il personale dei Servizi di informazione.

Fonte Huffingtonpost

L’autobus che ti spia

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Inoltre, agli IP dei sistemi audio e video si potrà avere accesso via remoto attraverso un web sever e questi dati potranno essere combinati con le coordinate Gps dei autobus, permettendo potenzialmente di seguire i cittadini per tutta la città. Il sistema, inoltre, via cavo o wi-fi accoppia le conversazioni audio con le immagini in modo da fornire a chi in ascolto un playback in tempo reale. Infine, oltre a essere disponibili per un monitoraggio live, immagini e audio possono essere conservati in dispositivi simili a scatole nere presenti a bordo degli automezzi, di solito per circa 30 giorni.

Tra le città che hanno già installato sistemi di questo tipo sui loro autobus o che hanno cominciato il processo per farlo ci sono San Francisco in California, Eugene in Oregon, Traverse City in Michigan, Columbus in Ohio, Baltimora in Maryland, Hartford in Connecticut e Athens in Georgia, e il loro esempio potrebbe presto essere seguito da altre.

A San Francisco l’Agenzia per il trasporto pubblico lo scorso luglio ha approvato una spesa di circa sei milioni di dollari – interamente finanziata dal Ministero per la difesa nazionale – per istallare questo sistema di sorveglianza su 357 autobus e sulle streetcar storiche caratteristiche della città, Nel contratto è prevista la possibilità di dotare di questo equipaggiamento altri 600 automezzi pubblici.

Il portavoce dell’agenzia non ha voluto rilasciare commenti sul sistema di sorveglianza ma un comunicato ufficiale ha spiegato le motivazioni delle autorità: “ L’obiettivo del progetto è rimpiazzare il sistema di sorveglianza video con una più avanzata e affidabile tecnologia per aumentare la sicurezza dei passeggeri”. Inoltre in questo modo, sempre secondo il Daily, le agenzie per il trasporto pubblico sperano di avere un’arma per risolvere le controversie nate dalle proteste dei passeggeri rispetto al comportamento degli autisti. Una telecamera con microfono, in questi sistemi, è installata vicino al conducente.

Tuttavia secondo l’esperto in privacy e sicurezza Ashkan Soltani la salvaguardia potrebbe non essere la priorità: “ Grazie alla risoluzione audio e video sarà fin troppo facile associare immagini e registrazioni a sistemi per il riconoscimento facciale o vocale che permettano l’identificazione dei passeggeri. Queste iniziative sono indicative di un trend di aumento della sorveglianza da parte di enti economici e legali, mascherato dietro una facciata di provvedimenti per la pubblica sicurezza”.

Quasi a confermare le parole di Soltani il fatto che ad Eugene, in Oregon, le autorità avrebbero specificamente richiesto microfoni in grado registrare conversazioni ripulite dal rumore di fondo prodotto da altre voci, vento, traffico, motore del mezzo stesso.

In alcuni casi sono anni che le autorità statunitensi provano a installare sistemi simili. A Baltimora, per esempio, ci avevano già provato nel 2009 ma erano state costrette a rinunciare a causa delle proteste degli attivisti per i diritti civili secondo i quali queste tecnologie violerebbero le leggi sulle intercettazione e sarebbero anticostituzionali.

Negli scorsi tre anni l’agenzia per il trasporto cittadino si è rivolta ai propri legali per capire se veramente si sarebbe esposta a simili accuse proseguendo con il progetto. Il responso è stato che se questi sistemi sono debitamente segnalati, ovvero se si fa in modo che i cittadini siano consapevoli che tutto quello che fanno e dicono sull’ autobus sarà registrato (e potrà essere usato contro di loro), le autorità dovrebbero essere protette contro ogni azione legale. Così nei giorni scorsi è arrivato l’annuncio che un sistema di audio-video sorveglianza sarà provato su dieci autobus prima di essere istallato su altri 340 il prossimo anno.

Fonte Wired.it

Come sarà il mondo nel 2030 secondo i Servizi americani

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La demografia
Anche grazie a un diffuso miglioramento delle condizioni di salute le aspettative medie di vita in tutto il pianeta si allungheranno rapidamente mentre i flussi migratori si indirizzeranno sempre più verso le economie emergenti. Il tasso di urbanizzazione aumenterà in molte regioni del globo, in modo particolare in Africa ed in Medio-Oriente.
 
Le risorse alimentari ed energetiche
La crescita della popolazione mondiale (8 miliardi nel 2030) provocherà un aumento nella domanda di cibo (fino al 50%) e di energia (fino al 45%). Inoltre, circa metà della popolazione del pianeta vivrà in aree con consistenti problemi di accesso alle risorse idriche.
 
La diffusione del potere
Gli anni da qui al 2030 vedranno il sorpasso dell´Asia su Europa e Nord America benché non sia assolutamente scontato che il maggior peso economico della Cina si trasformi in egemonia politica. Gli analisti del Nic, anzi, ritengono poco probabile che Pechino riesca a sostituire Washington come leader globale. Per gli Usa, invece, sarà più probabile un ruolo di “primus inter pares” tra le grandi potenze. Inoltre, Stati come l´Iraq, l´Etiopia, la Liberia, la Nigeria, attualmente in gravi crisi, potrebbero consolidarsi e stabilizzarsi.
 
L´espansione della classe media
Il quarto megatrend costituisce, secondo gli esperti del Nic, la novità principale e, per certi versi, storica. Nei prossimi 15/20 anni tra uno e due miliardi di persone entreranno in quella che possiamo chiamare “classe media”. Come ha affermato in un recente convegno Mathew Burrows, responsabile del programma “Global Trends”, l´elemento di straordinarietà è dovuto al fatto che tale fenomeno interesserà non solo l´Asia ma tutte le aree del mondo, Africa compresa. Una dinamica realmente globale, mai osservata fino ad ora, e che sarà alimentata oltre che dall´incremento della prosperità anche da un netto miglioramento nei livelli educativi e sanitari.
 
Un cambiamento rivoluzionario positivo, insomma, che nel lungo termine potrebbe favorire la partecipazione politica e quindi la diffusione della democrazia. Ma anche un fattore di criticità che nel breve-medio termine potrebbe facilitare l´esplosione di nazionalismi e conflitti etnico-religiosi.
 
Da un punto di vista politico-strategico l´interazione di tali mega-trend apre la strada ad un ampio spettro di possibili scenari. Quattro le variabili critiche (i c.d. “critical game-changers”) che, secondo il National intelligence council, influiranno sul percorso da qui al 2030: la tecnologia, la struttura della governance globale, la conflittualità internazionale e, infine, la leadership americana, in particolare in campo economico. Se gli Stati Uniti dovessero fallire nel rilancio della propria economia – scrivono gli esperti del Nic – si aprirebbe, infatti, un pericoloso vuoto di potere su scala planetaria.
 
Fonte Formiche

Fisco, lo 007 svela tutti i segreti del redditometro

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A svelare l’effettivo meccanismo dei nuovi controlli antievasione e i progetti top secret del fisco è stato un funzionario delle Entrate, a colloquio nei giorni scorsi con i rappresentanti di  varie associazioni di categoria.  I parametri Istat su consumi e  automobili (si utilizzerà lo storico mensile «Quattroruote»), dice, serviranno  per la  scansione di massa. Una sorta di «pesca a strascico»  che porterà a galla una valanga di presunti furbetti delle tasse. Si tireranno fuori solo  i «pesci grossi», quelli con scostamenti «superiori al 25%» tra reddito dichiarato e reddito calcolato dalle Entrate: sarà  questa,  in prima battuta, la soglia utilizzata dagli agenti del fisco,  più alta rispetto al 20% previsto dalle norme che regolano l’accertamento sintetico. Scelta in linea con la prudenza invocata dallo stesso direttore delle Entrate, Attilio Befera, per evitare di andare a pescare  tra i cittadini onesti che magari non sono «coerenti» con i parametri perché – specie  per la crisi  – ricevono aiuti finanziari da familiari o amici. In ogni caso, i valori molto bassi verrano «automaticamente scartati» dall’applicativo informatico delle Entrate. 

Grande fratello decisivo. La «retata dei furbetti», spiegano gli 007 del fisco, entrerà nel vivo solo quando da aprile (salvo ulteriori rinvii) saranno a disposizione tutte le informazioni sui conti correnti bancari e le carte di credito. Oltre  i numeri degli altri intermediari finanziari (assicurazioni, fiduciarie, sgr). Insomma, il redditometro senza Grande fratello bancario non gira. Per far saltare fuori gli evasori, dunque,  Befera scommette sulla possibilità di spiare a fondo gli estratti conto delle famiglie. Del resto, il sistema   in prima battuta fa suonare solo un campanello d’allarme. Ma senza «una pezza d’appoggio non si va lontano» con la procedura d’accertamento che poi porta all’auspicato recupero di somme nascoste all’Erario. Tuttavia, non mancano timori sull’utilizzabilità dei numeri in arrivo dagli istituti di crediti: «Speriamo non ci siano troppi errori» dice il nostro uomo delle Entrate. Il rischio è  doverli cestinare, almeno in parte, perché il sistema di trasmissione non è  rodato. Il cervellone coi dati bancari gioca  quindi un ruolo chiave,  più rilevante rispetto all’analisi puntuale delle fonti d’informazione sul tenore di vita utilizzate per la prima fase di monitoraggio ad ampio spettro sui contribuenti.  

Redditest farsa. In questo quadro non è chiaro a cosa serva il  redditest. Lo stesso dirigente dell’amministrazione finanziaria non ci gira intorno: è «una farsa». Il sito  internet  da 10 giorni consente l’autosimulazione sulla «congruità» tra tenore di vita e reddito dichiarato, ma non avrebbe nulla a che vedere con l’accertamento sintetico attivo fra 30 giorni. Il redditest è un software realizzato dalla Sose (società degli studi di settore che fa capo alle Entrate) e progettato per diventare il redditometro: ma in due anni di lavoro e sperimentazioni è stato  verificato che l’applicazione fa acqua da tutte le parti. Di qui l’idea di offrirla ai contribuenti sul web con l’obiettivo non dichiarato, rivela sottovoce il funzionario delle Entrate, di «mettere un po’ di paura»: il solito fisco a cerca di visibilità sui media. E poi anche per non buttare a mare anni di lavoro e quattrini. 

Piano «B»: tutti i pagamenti elettronici e tracciati. Alle Entrate, come accennato, le perplessità sull’operazione redditometro non mancano. Tant’è che già si studia il piano «B». Che passa per una  rivoluzione: addio pagamenti in contante, tutte  le transazioni tracciate e fatte con carte di credito o bancomat. Il fisco  punta ad allungare le mani sui 330 miliardi di euro di acquisti cash. Lì dentro pare esserci un bel po’ di «nero». A quella cifra gli esperti  delle Entrate hanno accostato la percentuale che corrisponde all’economia sommersa e calcolata dall’Inps: 16,2%. Il risultato è 53 miliardi, dentro i quali ci sono tra i 25 e i 30 miliardi di tasse non pagate, garantiscono gli sceriffi del fisco. Somma che difficilmente potrebbe essere recuperata nei primi 12 mesi di eventuale introduzione del meccanismo, nei quali si punta all’emersione. Ma, a partire dal secondo anno di operatività, l’incasso diventerebbe un gioco da ragazzi. Per dire addio alle banconote si studiano due soluzioni alternative: un obbligo sancito con legge oppure una serie di incentivi tributari per cittadini e commercianti. Alle Entrate si stanno concentrando più sulla seconda opzione che prevede anzitutto vantaggi  per chi compra (spese deducibili o riduzione delle aliquote irpef). Mentre le resistenze degli esercenti verrebbero  superate con l’introduzione di un credito di imposta pari al valore delle commissioni riconosciute alle banche per le transazioni con le carte di pagamento, l’addio alla contabilità e agli scontrini, la dichiarazione dei redditi precompilata dalle Entrate (i dati sarebbero immediatamente  a disposizione del fisco).

Il progetto, per ora, resta nei cassetti chiuso a chiave. Se ne riparlerà  dopo il voto politico del 2013. Parlarne adesso, in piena campagna elettorale, sarebbe un suicidio. Anche per i tecnici che, seppur sostenitori del piano «B», ambiscono al salto in politica.

Fonte Libero

Usa, Pentagono. Centinaia di nuovi agenti nel mondo per i suoi servizi segreti

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L’obbiettivo e’ chiaro e conferma la tendenza degli ultimi anni, dopo la conclusione di due guerre: trasformare la Dia in un servizio di spionaggio concentrato nelle zone in cui possono emergere minacce e lavoro in stretto contatto con la Cia e i commando dei corpi militari scelti. ”Non e’ una svolta di poco conto”, ha spiegato il direttore della Dia, il generale Michael T. Flynn. ”Si tratta di un cambiamento radicale sul fronte delle strategie per la sicurezza nazionale”, ha aggiunto.

Oltre al programma per i droni, il piano del Pentagono punta anche a creare quello che viene chiamato il Defense Clandestine Service, o Dcs, cioe’ la punta avanzata del lavoro di forze militari all’interno della branca dell’intelligence. Tutto questo piano, sottolinea il Post, riflette l’approccio militare dell’amministrazione Obama, decisamente favorevole al rafforzamento delle politiche di controterrorismo basate su azioni sotto copertura, di gran lungo preferite a quelle militari portate avanti dalle forze convenzionali.

Ma l’espansione da parte del Pentagono di questo tipo di azioni d’intelligence sta provocando preoccupazioni politiche crescenti: a differenza delle operazioni sotto copertura della Cia che devono essere in qualche modo autorizzate’ dal Congresso, le azioni militari possono andare avanti in maniera pressoche’ autonoma dal controllo politico.

E secondo molti analisti tutto cio’ rischia di espandere le operazioni controverse: basti pensare al massiccio ricorso del ‘Commander in Chief’, Barack Obama, di droni lanciati all’estero su obbiettivi praticamente sconosciuti e praticamente senza alcun controllo a livello pubblico.

A frenare queste preoccupazioni e’ pero’ lo stesso Flynn: ”Il nostro operato fara’ di tutto per rimanere sotto lo scrutinio del Congresso. Manterremo lo staff di Capitol Hill e gli stessi membri del Parlamento – assicura il generale – sempre al corrente di cosa facciamo”. Ma non tutti ci credono.

Fonte Blitz Quotidiano

COME I SERVIZI SEGRETI INFLUENZANO I MEDIA

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Come fanno i servizi segreti a influenzare i media?

Beh, il meccanismo classico è quello dell’infiltrato, ma è anche il meccanismo meno usato, più costoso, più rischioso, la cosa più importante e facile e ordinaria è lo scambio di notizie, qualsiasi giornalista è alla ricerca di scoop, e qualsiasi agente di sistema informativo è interessato a fare passare degli scoop, magari per contrastare quello di un altro. L’informazione è un grande suk, dove tutti scambiano tutto con tutti.

Come fare per tutelarsi da questo doping informativo?

Prima regola non leggere mai un solo media, un solo quotidiano o seguire una sola rete televisiva o consultare solo un sito web. Leggere più quotidiani, possibilmente settimanali, confrontare più fonti possibili. Seconda regola non scordarsi mai di avere un atteggiamento critico nei confronti dell’informazione, terza regola utilizzare il buonsenso, la logica e la matematica. Grande parte delle falsificazioni sono facilmente smentibili utilizzando i più elementari ragionamenti logici o meccanismi matematici. Facciamo l’esempio dello scandalo che ha travolto Petraeus, il direttore della Cia. E’ assolutamente palese che la versione ufficiale non può essere credibile! Non è credibile per l’ovvia ragione che è assurdo che il capo della Cia non si accorga che la sua mail professionale è stata bucata da altri, è assurdo che nessuno abbia riferito al Presidente che il direttore della Cia forse aveva come amante una possibile spia.
Non è credibile che le dimissioni possano essere date per una ragione come è un adulterio occasionale, è invece molto più facile capire una cosa, che probabilmente c’è una guerra feroce tra FBI e Cia, una delle tante guerre che ci sono state tra i servizi segreti e che l’FBI ha utilizzato in qualche modo questo come strumento di pressione per nascondere probabilmente altre cose molto più importanti e molto più pesanti.

Fonte Cadoinpiedi

Like, Skype e App: occhio, il Natale truffa

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Inoltre, dietro alle pubblicità che compaiono sui social potrebbero esserci falsi link «dannosi».
APP PERICOLOSE. Un altro pericolo viene dalle ‘app’, i programmi installabili sui cellulari. «È aumentata la probabilità di scaricare un’applicazione dannosa progettata per rubare le informazioni personali o anche inviare messaggi di testo a nostra insaputa».
Altra truffa, che sfrutta la voglia di viaggiare nelle feste, è quella di «offerte troppo belle per essere vere, proposte da pagine web di agenzie viaggi contraffatte, utilizzate per raccogliere i dati finanziari dei malcapitati».
Ancora, ci sono lo spam e il phishing a tema natalizio, truffe legate ai gadget più desiderati del momento (come iPhone 5 e iPad mini), o legate a delle ‘carte regalo’ fasulle, che promettono sconti inesistenti.
SMS E SKYPE. Un altro pericolo arriva da Skype, il popolare programma per le telefonate VoIP, con un file che infetta i pc chiamato ‘Skype message scare’.
Tra le truffe più ‘tradizionali c’è lo SMiShing, cioè il phishing via sms (ovviamente a tema natalizio).
Ci sono poi i falsi siti per gli acquisti online, che chiedono i dati della carta di credito senza vendere in realtà nulla, e le cartoline d’auguri elettroniche che contengono virus.
APPELLO AL BUON CUORE. Le ultime due sono quelle che più di altre sfruttano i sentimenti natalizi e il difficile periodo di crisi economica. La prima è basata su false campagne di beneficienza, ed è secondo gli esperti «una delle truffe più diffuse in ogni periodo natalizio».
I malintenzionati sfruttano il buon cuore per spillare soldi a chi naviga su internet.
L’ultima infine è quella dei falsi siti di annunci online, dove le persone cercano i regali per i propri cari ma anche lavoro.
NO WESTERN UNION. Il consiglio? Prestare attenzione «agli annunci che richiedono troppe informazioni personali o l’invio di denaro tramite Western Union: è molto probabile che siano truffe», hanno consigliato gli esperti.

Fonte Lettera43

Corea del Nord prepara lancio razzo a lunga gittata. Mosca: fermatevi

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Il periodo di lancio e la messa in orbita del satellite «per l’osservazione terrestre» è programmato tra il 10 e il 22 dicembre, in concomitanza con le elezioni presidenziali a Seul e con il primo anniversario della scomparsa del leader nordcoreano Kim Jong. Secondo quanto riferito al Giappone inoltre, la fascia oraria è compresa tra le ore 7 del mattino e mezzogiorno locali (rispettivamente, le 23 del giorno precedente e le 4 in Italia).

«L’assemblaggio del razzo significa che la Corea del Nord ha iniziato i preparativi del lancio di un missile a lunga gittata», ha detto una fonte del governo sudcoreano, ribadendo i timori sulle reali intenzioni di Pyongyang, che altro non sarebbero che un test di missile a lungo raggio potenzialmente capace di raggiungere anche le coste nordamericane con tanto di testata nucleare.

La Russia chiede alla Corea del Nord di non effettuare l’annunciato lancio del razzo. Lo si legge in un comunicato del ministero degli Esteri di Mosca. «Facciamo appello al governo perché riconsideri la sua decisione di lanciare il razzo», recita il comunicato.

Fonte Il Messaggero