“Nei prossimi 40 anni troveremo gli extraterrestri”

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Basta aprire bene gli occhi: “Il problema è che cerchiamo qualcosa che ci assomigli, dando per scontato che abbia sviluppato la tecnologia e la matematica come noi, ma sospetto che là fuori ci possano essere vita e intelligenza in forme che non siamo in grado di concepire”.

Purtroppo per le sue belle speranze ci sono problemi ben più terreni che rischiano di minacciare alla base la ricerca di forme di vita aliene: i soldi. A giugno gli astronomi che passano al setaccio l’Universo alla ricerca di segni hanno dovuto affrontare un grave crollo nei finanziamenti, che rischia di mandare in stallo 52 anni di speranzosa indagine. L’istituto in prima linea in questo campo, il californiano SETI, dovrà infatti a breve tagliare le sue operazioni radio-telescopiche se non riuscirà a coprire un buco finanziario multimilionario. Già l’anno scorso aveva dovuto sospendere temporaneamente le attività del suo arsenale di telescopi. La salvezza potrebbe arrivare dal crowdfunding: una start up che si occupa di coinvolgere il grande pubblico nella curiosità verso lo spazio, Uwingu, ha lanciato su IndieGOGO una raccolta fondi per sostenere progetti scientifici ed educativi. Rivolgendosi a “chi è stanco di vedere il settore falciato da tagli del governo” Uwingu ha tra le sue priorità quella di non lasciare andare il SETI in rovina, e spera nella società civile per risollevare il mito della ricerca spaziale.

Fonte Liquida

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