Russia e Cina, no a missioni armate in Siria. Consiglio diritti umani si riunisce venerdì

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Sulla stessa lunghezza d’onda anche il governo cinese, che manifesta la sua totale “opposizione a un cambio di regime in Siria attraverso l’uso della forza”, come ha detto il portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Liu Weimin.

Intanto fonti diplomatiche fanno sapere che è fissata per venerdì a Ginevra la seduta speciale del Consiglio dei Diritti Umani, per discutere della grave situazione siriana e in particolare del massacro di Hula.

Non si ferma tuttavia la linea dura di molti Paesi europei, e non solo, nei confronti del regime di Assad: anche il governo del Giappone ha intimato all’ambasciatore della Siria a Tokyo di lasciare il Paese.
Provvedimenti similisono stati adottati finora da Australia, Francia, Germania,

Spagna, Gran Bretagna, Italia, Canada, Bulgaria, Stati Uniti e Belgio; Paesi Bassi e Svizzera hanno invece dichiarato il rappresentante siriano ‘persona non grata’.

Intanto l’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan continua il suo viaggio di consultazioni nell’ambito degli sforzi per “risolvere la crisi siriana”. Dopo la sua visita a Damasco, dove ieri ha incontrato il presidente siriano Bashar al Assad, l’inviato speciale Onu è atteso oggi ad Amman in Giordania. Fonti del palazzo reale riferiscono che Annan sarà oggi ricevuto da Re Abdallah e dal ministro degli esteri Nasser Jawde. In serata raggiungerà Beirut.

Fonte Repubblica

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