Servizi segreti militari: il Parlamento slovacco approva la loro fusione

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L’iniziativa, che era stata prevista nel programma del nuovo governo, è stato approvata ieri con una maggioranza di 84 deputati, vale a dire con l’intero gruppo Smer-SD. Il governo si è anche impegnato ad evitare eventuali fuoriuscite di documenti segreti e a ripristinare l’affidabilità dei servizi di intelligence. Il riferimento è alle Intercettazioni telefoniche non autorizzate effettuate dai servizi segreti militari durante la precedente amministrazione, che ha comportato il licenziamento dell’allora Ministro Galko nel 2011. Tra gli intercettati erano alcuni giornalisti di note testate (Pravda, TA3) e forse – ma non è stato confermato – lo stesso Primo Ministro Iveta Radicova, per il quale sarebbe stato intestato un dossier con il nome in codice “Dama” (Signora).

Secondo l’opposizione la concentrazione dei due servizi è solo una “facciata ridipinta”, come ha commentato il deputato ed ex Ministro della Difesa Martin Fedor (SDKU-DS), e la fiducia dei cittadini nei servizi di intelligence militare non si otterrà con cos’ poco. Anche l’ultimo Ministro della Difesa (2010-2011) Lubomir Galko (SaS) ha definito la mossa come “PR a buon mercato”.

L’attuale gestione del ministero respinge le critiche, sostenendo che una serie di modifiche sostanziali sui servizi segreti seguiranno con una riforma completa che è in fase di preparazione.

Fonte Buongiornoslovacchia

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