Google lancia un video-manuale per proteggere i siti web dagli attacchi degli hacker
Un kit di pronto soccorso per siti web colpiti dai pirati informatici: quello lanciato da Google è un corso in video (http://www.google.com/webmasters/hacked) per indicare ai neofiti che gestiscono siti web cosa fare nel caso in cui scoprano di essere caduti nella rete dei cybercriminali. Ricostruisce un itinerario in otto tappe e attraverso brevi filmati mostra le strade da percorrere per difendersi.
Il corso anti-pirati
La prima lezione di Webmasters help for hacked sites è in lingua inglese, con sottotitoli attivabili: ricorda che quando gli hacker entrano in un sito web non protetto in modo adeguato possono aggiungere testi o link. E in questo modo indirizzano gli eventuali visitatori verso altri spazi online adoperati per truffe. Oppure, i pirati informatici possono infettare altri utenti mediante un software malevolo (chiamato anche malware) che è in grado, ad esempio, di rubare le credenziali di accesso, come nome utente e password.
Conclave . Corvi e fughe di notizie. Sospetti di
SONO 58000 gli utenti di Facebook coinvolti nell’ultimo studio dell’Università di Cambridge. Un campione significativo a supporto di un risultato in grado di sollevare interrogativi importanti. Il controllo della privacy online è un parametro reale e in grado di incidere davvero su quanto il web sa di noi, oppure si tratta di un effetto placebo? Secondo lo studio, dalla semplice pressione del tasto “Mi piace” su Facebook, è possibile delineare i profili personali degli utenti con una precisione quasi chirurgica. L’informazione contenuta in un “mi piace” appare come una vera e propria sequenza di Dna digitale, e poco importa se l’utente lascia chiuso il profilo o mantiene i suoi dati sensibili lontano dai “non amici”. 
Servizi segreti.
Elicottero spia. Ci sono novita’ ‘serie’, come la poltrona che monitora le condizioni di salute di chi vi siede sopra e quelle per fanatici dell’hi tech, come l’elicottero ‘spia’ comandato dallo smartphone o il guanto per telefonare. Il Cebit, la piu’ grande fiera della tecnologia al mondo in corso ad Hannover, mette in mostra oltre ai tradizionali smartphone e tablet anche gadget ‘anticonvenzionali’ e curiosi, in alcuni casi pero’ in grado di migliorare la vita anche di chi e’ in difficolta’.
Tutti, prima o poi, abbiamo avuto la sensazione di essere seguiti da qualcuno, in alcuni casi questa sensazione potrebbe essere vera, e a seguirci potrebbe essere un investigatore privato, una figura professionale spesso protagonista nel mondo giallo, ma molto meno conosciuta per come è davvero. Per conoscere meglio gli aspetti di questo lavoro abbiamo voluto intervistare Nicola, un ragazzo di 31 anni che da quasi tre lavora come investigatore privato, o più correttamente come “consulente investigativo per indagini”, dopo avere iniziato totalmente per caso.
Adesso capisco tante cose. Adesso che i media svelano la storia del Grande Orecchio in Vaticano, di intercettazioni a tappeto su email e cellulari, oltre le mura leonine, capisco le paure a parlare, confidarsi, condividere. Di tutti: dal cardinale all’ultimo impiegato. Capisco quei mille approcci vissuti in questi anni inseguendo da giornalista piste sugli affari tra fede e denaro. Persone che si fanno vive in parte intimorite. Con pseudonimi, anonimi, interfaccia, mediatori ma mai di prima persona. Che quando parlano si guardano in giro, alle spalle, come latitanti braccati. Cercano luoghi defilati, fuorimano, isolati, controllabili. Sussurrano parole lente, accuse. Annuiscono solenni alle tue espressioni di disgusto.
Servizi segreti: la minaccia anarco-insurrezionalista rimane «estesa e multiforme», in grado di tradursi in una «gamma di interventi» che può comprendere anche «attentati spettacolari»: lo scrivono i servizi segreti nella Relazione annuale consegnata al Parlamento.
Email anonime. Quando si naviga su internet, essere anonimi è quasi impossibile e tutti, anche usando programmi e sistemi per nascondere la propria identità, possiamo essere tracciati e trovati. Il fatto che non ci siano metodi infallibili al 100% non significa però che non si possa mantenere l’anonimato quando si vogliono inviare messaggi o email senza farsi scoprire. I servizi per mandare email anonime permettono di inviare messaggi di posta elettronica segreti senza che sia rivelato nulla di se, senza quindi lasciare alcun elemento identificativo o indirizzo IP. Le email anonime possono servire per diversi motivi, sia per cause innocenti che, ovviamente, cattive o scherzose. Il motivo principale per usare un servizio di posta elettronica anonimo è quello di preservare la propria email principale da tentativi di phishing o spam.