Sistemi di spionaggio made in Italy
L’azienda italiana inserita a livello mondiale,insieme ad altre 337,risulta essere la Hacking Team come produttrice di sistemi di spionaggio. La ricerca è stata effettuata dal quotidiano inglese The Guardian. L’azienda milanese Hacking Team nasce nel 2001. Il suo prodotto di punta è il software Ettercap, che permette l’intercettazione di dati e password anche da remoto, permette di spiare skype e videochiamate. Le forze di Polizia italiane lo hanno utilizzato per risolvere casi molto complessi di reati informatici. Da quel momento hanno cominciato la vendita a larga scala in diversi paesi del mondo. Noleggiare questo complesso software costa fino a 200.000 euro all’anno.
Social network, motori di ricerca e siti web ci controllano di continuo. Ecco come possiamo proibirglielo
SONO 58000 gli utenti di Facebook coinvolti nell’ultimo studio dell’Università di Cambridge. Un campione significativo a supporto di un risultato in grado di sollevare interrogativi importanti. Il controllo della privacy online è un parametro reale e in grado di incidere davvero su quanto il web sa di noi, oppure si tratta di un effetto placebo? Secondo lo studio, dalla semplice pressione del tasto “Mi piace” su Facebook, è possibile delineare i profili personali degli utenti con una precisione quasi chirurgica. L’informazione contenuta in un “mi piace” appare come una vera e propria sequenza di Dna digitale, e poco importa se l’utente lascia chiuso il profilo o mantiene i suoi dati sensibili lontano dai “non amici”.
Redditometro. Una dolce vittoria per i detrattori del nuovo strumento di controllo fiscale presentato il 4 gennaio 2013 e già finito sulla graticola tra il fuoco incrociato di cittadini inviperiti, associazioni sul piede di guerra ed ora, della magistratura che lo boccia senza appello.
Facebook. La Graph Search è una straordinaria novità, ma come spesso accade per le novità di Facebook, ha aspetti positivi e aspetti negativi. Il fatto che questa ricerca possa scandagliare in profondità su tutto ciò che avete detto, fatto e condiviso su Facebook potrebbe non piacere a molti.
Twitter ha rivelato di aver scoperto una possibile sottrazione, da parte di hacker, di dati relativi a circa 250mila utenti nel mondo. E per sicurezza ha inviato un messaggio email con l’avviso di cambiare password a coloro che fanno parte del gruppo a rischio. Ma le indagini sono ancora in corso. Gli iscritti del social network che, invece, non hanno ricevuto nelle ultime ore all’interno della propria casella di posta elettronica una comunicazione inviata da Twitter possono comunque valutare di modificare la loro password se ritengono che non sia sicura.
Singoli cittadini, esperti di settore, giornalisti e associazioni a vario titolo coinvolte sui temi del trattamento dei dati digitali hanno pubblicato una
WhatsApp, una delle applicazioni più popolari al mondo, contravviene alle leggi internazionali sulla privacy, perché costringe gli utenti a fornire l’accesso a tutta la propria rubrica. Le autorità canadesi ed olandesi per la protezione dei dati si sono esposte in merito ed hanno concluso che l’applicazione viola la privacy degli utenti, poichè obbliga a fornire i dati di tutta la rubrica, anche degli utenti che non utilizzano l’app.
Il Parlamento Europeo si prepara a votare nuove regole per la privacy e la protezione dei dati, e c’è già chi prevede conseguenze nefaste se le l’attuale proposta non subirà modifiche. Eduardo Ustaran, responsabile della privacy e del diritto dell’informazione presso I