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LA RICERCA Così, rintracciare il criminale nella storia della propria famiglia non è mai stato così facile, bastano un paio di click: è infatti sufficiente digitare il proprio cognome nell’apposito spazio sul sito creato ad hoc e sullo schermo compariranno le indicazioni per ogni singolo documento che lo contiene. Un altro colpo di mouse e compaiono tutti i documenti scritti a mano relativi al ‘crimine’. Curiosità macabra a parte, i documenti sono di grande interesse storico e riservano delle ‘chicchè uniche: una ricchissima collezione dei giornali dell’epoca pieni zeppi di cronaca nera, o la riproduzione dei documenti giudiziari comprese le lettere con cui parenti e amici chiedevano la clemenza dei tribunali (spessissimo invano: molti dei criminali vennero impiccati). Ci sono anche le foto segnaletiche d’epoca, soprattutto della fine del 1800, comprese quelle dei peggiori ‘mostrì della storia nazionale. Come Amelia Dyer che alla fine dell’800 uccise 400 bambini, i corpi poi li gettò nel Tamigi. O George Joseph Smith, bigamo e assassino seriale che affogava le sue mogli nella vasca da bagno. Il suo è tra l’altro uno dei primi casi risolti grazie alle indagini di una squadra scientifica nel 1915. Catherine Wilson invece, infermiera del Linconshire, intorno al 1860 aveva l’abitudine di avvelenare i suoi anziani pazienti, ma non prima di averli convinti ad includerla tra i beneficiari nei loro testamenti.

Fonte Leggo

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