Il Grande Fratello russo continua a spiare

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FANNO DA SOLI – La prima è che FSB non ha bisogno della collaborazione delle aziende delle telecomunicazioni per intercettare chiamate telefoniche e traffico internet, perché è tutto predisposto per fare in modo che i provider dei servizi non possano nemmeno sapere se e chi è spiato, ci pensano Punkt Upravlenia, o PU, i dispositivi che ogni telecom deve istallare per aprire le porte dei suoi server allo FSB.

LA LEGGE DICE – Secondariamente, anche i russi hanno bisogno di un mandato per intercettare e spiare, salvo numerosissime eccezioni, ma il mandato è segreto, quindi non s può mai sapere se e come una persona sia stata spiata, legalmente o meno. A rendere poi il tutto sempre legale c’è che lo standard è quello per il quale un oppositore che parla di riforme è equiparato a una grave minaccia allo stato e quindi il mandato per intercettarlo è l’ultimo dei problemi.

GLI ESTREMISTI – Nel caso di Maxim Petlin ad esempio,un politico locale all’opposizione nella regione di  Yekaterinburg, la corte ha deciso ad esempio che, avendo manifestato contro la proposta estensione dei poteri di controllo e spionaggio sui cittadini, ce n’era a sufficienza per ritenerlo un estremista da spiare doverosamente.

IL SORM – Il sistema ha anche un acronimo con il quale è conosciuto, anche se in realtà di compone di diversi sistemi: SORM (System of Operative Search Measures) ed è in uso anche nelle ex repubbliche sovietiche, che anzi nell’ambito dello SCO, la quasi-Nato asiatica sostengono l’idea di creare uno spazio internet ugualmente sorvegliato dagli Urali a Vladivostok. Un sistema che si presta all’abuso sistematico, e che per di più ha visto raddoppiare in poco tempo il numero delle intercettazioni legali. Che evidentemente a Putin e compagni non bastano nonostante ne possano disporre con assoluta libertà.

Fonte Giornalettismo

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