Obama ti spia su Facebook e Twitter
Una volta c’erano poco meno di una decina di parole che non si potevano dire in televisione, parolacce invise al moralismo statunitense degli anni cinquanta o sessanta. Oggi c’e’ un elenco di oltre 500 parole che non si dovrebbero dire su Facebook o Twitter. Il rischio e’ finire in una sorta di lista nera del ministero della Difesa Nazionale Usa che, come un Grande Fratello, dal febbraio del 2011 ha cominciato a monitorare l’attivita’ degli utenti dei social media. Obama e il governo americano spiano gli americani sui social network, triste conferma dell’enorme crescita di questi nuovi mezzi di comunicazione.
La prima notte da sfollati, per i tremila emiliani colpiti dal terremoto di domenica notte, è trascorsa tra nuove scosse e un mezzo diluvio universale che da ieri, impietoso almeno quanto lo fu la neve a L’Aquila nell’aprile di tre anni fa, si rovescia sull’Emilia Romagna. Una cascata d’acqua che si infila nelle crepe dei palazzi, riempie buche e voragini e svuota ancora di più la speranza di chi da poche ore si ritrova senza un tetto, suo, sulla testa.
Siamo tutti facilmente spiabili. Tanto che, forse, sta gia’ accadendo. E’ l’ultimo inquietante scoop messo a segno da WikiLeaks in partnership con il Bureau of Investigative Journalism (BIJ) e Privacy International, organizzazione britannica che si batte per il rispetto della privacy. Una pletora di societa’ private sparse per il mondo, Italia compresa, e’ infatti in grado di offrire, spesso al miglior offerente, tecnologie capaci di monitorare email, sms e telefonate ”di un’intera popolazione”. Sistemi che – se consegnati agli aguzzini di spietati regimi – possono essere letali ”quanto un proiettile”. ”Nel corso degli ultimi 10 anni”, ha detto Julian Assange durante la presentazione dell’inchiesta, soprannominata SpyFiles, ”e’ fiorita un’industria internazionale che fornisce ai servizi segreti degli stati equipaggiamenti capaci di sorvegliare masse di persone.
Una scossa di magnitudo 6, forte quasi quanto quella che il 6 aprile 2009 distrusse L’Aquila, ha fatto tremare alle 4.05 il Nord Italia, seminando morte e distruzione. L’Emilia-Romagna la regione più colpita, dove si registrano sei vittime, una cinquantina di feriti lievi e ingenti danni a chiese ed edifici storici. L’epicentro 36 chilometri a nord di Bologna – dove la gente é scesa in strada per la paura, ma non si registrano danni particolari – tra le province di Modena e Ferrara. Finale Emilia, nel Modenese, e Sant’Agostino nel Ferrarese, i centri più colpiti.
Sono stazionarie le condizioni delle ragazze ferite ieri nell’attentato alla scuola Morvillo Falcone e ricoverate nell’ospedale di Brindisi, mentre ha ripreso conoscenza nell’ospedale di LecceVeronica Capodieci, la 16enne che è stata investita in pieno dall’esplosione insieme alla coetanea Melissa Bassi, morta nell’attentato. Le sue condizioni, dicono i sanitari, restano comunque critiche. Intanto la Procura di Brindisi parla di probabile «gesto isolato da parte di qualcuno arrabbiato con il mondo».
Il mega-debutto in Borsa di Facebook ha deluso le attese. Ieri a Wall Street il titolo e’ partito a tutto sprint, schizzando dal prezzo iniziale di 38 dollari a 45 dollari, per chiudere praticamente invariato a 38,28 dollari, grazie al sostegno dei sottoscrittori e cioe’ delle grandi banche, in particolare Morgan Stanley, che secondo quanto rivelano fonti vicine all’operazione si sarebbe svenata per acquistare azioni e mantenere il prezzo sui 38 dollari.
Abdel Basset al Megrahi è morto a Tunisi. Aveva 59 anni ed era l’unico condannato per la strage di Lockerbie che nel 1988 costò la vita a 270 civili. Era il 21 dicembre quando il volo PA 103 della Pan Am, decollato dall’aeroporto londinese di Heathrow e diretto a New York, esplose a causa di un ordigno nascosto della stiva.
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Twitter è stato bucato, e le informazioni di oltre 50,000 accounts sono state pubblicate su internet. Ne da notizia Twitter stesso la settimana scorsa, mentre continua ad investigare sulla mastodontica operazione che ha portato alla pubblicazione di 50,000 combinazioni di login/password. Le informazioni sono state postate su 5 pagine su Pastebin,il sito favorito dagli hacker per rendere noti i risultati delle loro operazioni.