Sorveglianza digitale made in Italy. Un software per spiare attivisti e dissidenti
Un click sbagliato, e un software entra totalmente in possesso della tua vita online. Accendendo la tua webcam e il tuo microfono, impossessandosi di documenti sul tuo hard disk, registrando tutto ciò che scrivi sulla tastiera. Così che anche cambiando password le tue mail e i tuoi messaggi – Skype incluso – sono sempre sotto controllo. Il tutto per «intercettazioni legali» (lawful interception), a scopi di cyber-intelligence e sicurezza.
Ma ci sono indizi sia già accaduto, secondo Slate, in Marocco, anche per sorvegliare le mosse di un gruppo di citizen journalist in difesa della libertà di espressione chiamato Mamfakinch. La notizia, contenuta in un rapporto appena pubblicato dal Citizen Lab dell’Università di Toronto, è che lo stesso software sarebbe stato utilizzato anche per spiare l’attivista per i diritti umani di stanza a Dubai, Ahmed Mansour.
Il Garante per la privacy ha vietato l’uso di un sistema di videosorveglianza in grado di captare anche le conversazioni dei dipendenti. Le telecamere installate presso un call center all’ingresso della sede e nei locali dove sono collocate le postazioni di lavoro sono state ‘spente’ dall’Autorita’ che ha dichiarato illecito il trattamento dei dati personali dei dipendenti. L’impianto composto da quattro telecamere orientabili e dotate di zoom, di cui tre in grado di captare anche l’audio all’interno del call center, era segnalato da cartelli, privi pero’ di alcune informazioni obbligatorie, affissi in prossimita’ dei luoghi ripresi. A seguito del divieto del Garante la societa’ non potra’ utilizzare i dati personali trattati in violazione di legge.
Sistema di Videosorveglianza su PC che permette di registrare i video catturate dalla microtelecamera direttamente su hard disk del PC(Windows XP, Vista, Win7, tutte le versioni Linux, MAC OS).
Anonymous ha attaccato, con successo, la polizia italiana andandone a bucare i database e rendendo disponibili tutti alcuni documenti sensibili contenuti negli archivi: “Is there
Il Ministero dell’Interno può spiare qualunque cittadino italiano su Facebook. I dirigenti della Polizia Postale italiana, due settimane fa, si sono recati a Palo Alto in California e sono riusciti ad ottenere un permesso con il quale possono controllare profili e pagine del social network senza aspettare la rogatoria internazionale prevista in questi casi. I detective nazionali potranno in questo modo, spiare qualsiasi utente si colleghi ad internet dal territorio italiano, analizzandone post e profili per coglierlo in fragrante quando salta il selciato delle regole digitali.
Kit per la videosorveglianza in ambienti interni completo di 2 Microtelecamere in bianco/nero pinhole, 1 Videoregistratore con 1 harddisk Hard Disk 1000 GB – 7200 rpm SATA II, 2 cavi video da 20 metri e 3 adattatori bnc e 2 alimentatori.
Negli ultimi anni le persone monitorate attraverso la sorveglianza elettronica sono aumentate notevolmente. Ad essere raccolti sono soprattutto i metadati –cioè le informazioni sulla comunicazione attraverso telefoni e internet– che sono soggetti ad una legislazione meno restrittiva rispetto alle intercettazioni totali del contenuto.
Le contromisure elettroniche (in
Login approval: è questo il nome della procedura di sicurezza adottata da Facebook per bloccare i cosiddetti pirati di account, cioè tutti coloro che si iscrivono al social network con profili fasulli. Il meccanismo prevede che gli utenti forniscano una password, da usare una sola volta, inviata via sms al loro numero di telefono cellulare, quando si collegano al proprio account da nuovi dispositivi.
Solo nell’ultimo anno i casi di spionaggio si sono moltiplicati. L’ultimo è di pochi giorni fa, in Texas, dove