Hacker viola email degli eurodeputati di Strasburgo: «Ecco quanto è facile spiarci»
E’ stata una beffa, più che una vera intromissione. Per far vedere quanto è inefficace la sicurezza informatica delle email dei membri del Parlamento europeo, un pirata informatico “etico” ha rubato le password di 6 deputati europei e di 8 assistenti introducendosi all’inetrno della loro casella postale. Aiutandosi con un pc portatile di basso cost ed una scheda wifi.
<< Una passeggiata >> ha detto l’hacker al sito Mediapart che tratta giornalismo investigativo, che ha divulgato la notizia. << Con un collegamento ad internet chiunque è in grado di farlo>>.
E’ da qualche tempo che sul Web non si sente più parlare di sicurezza informatica. Un tempo gli allarmi virus erano all’ordine del giorno, mentre oggi sembra quasi di vivere una Rete idealmente sicura, dove gli hacker sono soltanto una lontana e sbiadita minaccia incapace di spaventare e creare danni. Ma è realmente così? Abbiamo intervistato
Il problema della sicurezza dei nostri dispositivi elettronici diventa sempre più importante e lo scenario delle potenziali minacce si arricchisce ogni giorno di nuovi elementi.
Sull’enfasi non hanno risparmiato di sicuro. E più ansiogeni di così non potevano essere. Michael McCaul, congressista repubblicano del Texas presidente dell’Homeland Security Committee della Camera dei rappresentanti, ha paragonato le vulnerabilità tecnologiche a livello informatico (foto Ansa) delle infrastrutture degli Stati Uniti a quelle del sistema generale della sicurezza prima dell’11 settembre. Gli Stati Uniti sarebbero attualmente esposti ai pericoli del “jihad elettronico” annunciato l’anno scorso da Al Qaeda tanto quanto erano esposti alle aggressioni nei loro cieli e sul loro territorio che si materializzarono nel 2001.
Hacker. The Chinese Job. No, non è l’improbabile sequel di come lo facevano gli italiani, ma un modo di sintetizzare le azioni degli hacker cinesi, spauracchio delle aziende statunitensi delle ultime settimane. A cadere sotto i colpi dei sofisticati intrusi dagli occhi a mandorla c’è anche una società che ha fatto la storia dell’informatica, la Apple, e che per questo avrebbe potuto e dovuto difendersi meglio. Ma è davvero così difficile prevedere dove colpiranno gli Anonymous d’Oriente? Secondo Mandiant, società che ha avviato le ricerche sulle violazioni al New York Times, gli esperti cinesi (se dovesse essere confermata tale pista) agirebbero con vere e proprie prassi, che potrebbero servire per capire le mosse future.
UN PALAZZONE anonimo nell’area di Pudong, a Shanghai. E’ da là che nel normale quotidiano di un quartiere come tanti, operava APT1, la Advanced Persistent Threat, il gruppo hacker capace di penetrare nelle reti delle amministrazioni e delle aziende statunitensi, denominato Comment Crew. Recentemente, grandi giornali statunitensi come il New York Times, Washington Post e Wall Street Journal hanno subito attacchi informatici importanti. A rivelarlo è un rapporto della società di cybersicurezza Mandiant, che ha monitorato le attività hacker sul territorio riconducendole poi al palazzo di Shanghai.
L’aula De Donato del Politecnico di Milano si è riempita venerdì per ascoltare la storia di Morgan Marquis-Boire (sullo spionaggio informatico), ingegnere esperto in sicurezza di Google trasformatosi da qualche anno in cacciatore di software usati per
L’utilizzo piu frequente di Internet da parte degli utenti abituali è la ricerca di informazioni di loro interesse, (97,4%). Di poco inferiore è la quota di chi invia e riceve mail (94,1%). La maggioranza del campione usa i Social Network per
Al truffatore di professione, che ti vuole “
Da qualche settimana, molti nostri cittadini, si sono ritrovati nel loro computer una strana schermata con la scritta in alto Polizia di Stato – Unità di Analisi del Crimine informatico, con tanto di foto di poliziotti in azione, la scritta a caratteri cubitali “Il vostro computer è stato bloccato” e l’elencazione di una serie di reati con tanto di codice penale. Accanto a queste, un riquadro con la seguente scritta: “In conformità alla legge sulla tolleranza approvata il 4 dicembre 2012 la prima violazione non viene…