Sistemi di intercettazione TEMPEST MAGNETICO
In questo articolo abbiamo introdotto i sistemi di intercettazione non convenzionale denominati TEMPEST, e parlato in maniera approfondita del “ TEMPEST ottico“.
Oggi tratteremo la seconda categoria: il “TEMPEST magnetico“, cioè l’intercettazione di un monitor tramite le onde elettromagnetiche che emana e della relativa ricostruzione (e visualizzazione) del contenuto.
Pensavi che con un buon antivirus il computer sarebbe stato al sicuro? Con meno di 2.000 dollari chiunque può vedere a distanza di decine di metri quel che passa sul tuo schermo.
Gli hacker del movimento Antisec hanno sottratto all’FBI un file con gli identificativi unici di milioni di iPhone e di iPad e lo hanno pubblicato su internet. Questa sarebbe la prova del fatto che i servizi segreti osservano ogni mossa degli utenti, affermano gli hacker.
Circa 2 milioni di euro risparmiati grazie al nuovo sistema di intercettazioni adottato dalla Procura di Roma nel dicembre 2010. Lo afferma oggi la Procura sottolineando che “abbiamo risparmiato circa 9.000 euro al giorno”. Il sistema Cice – Centro intercettazioni comunicazioni elettroniche era stato voluto dal Procuratore aggiunto, Pier Filippo Laviani, che ha deciso di interrompere la collaborazione con sette societa’ private per avvalersi di un sistema tecnologico gestito dalla stessa Procura e dalla Polizia Giudiziaria.
LA RICERCA arriva dall’Università di Birmingham, e potrebbe far preoccupare gli utenti dei siti di “torrent”, quelli su cui milioni di utenti condividono contenuti di ogni tipo. Musica, film, documenti, file coperti da copyright il cui scambio, illecito secondo le associazioni dei produttori, è da sempre sotto osservazione. Ma finora nessuno sapeva il livello di dettaglio di questo scrutinio. Lo studio lo rivela, e relativamente ai “torrent” più popolari, le tante società di monitoraggio del web possono individuare l’indirizzo ip di chi scarica in circa tre ore.
L’Unità 54939 del Servizio di Intelligence Internazionale russo (l’erede del KGB) ha un nuovo compito. Finanziato con 32,2 milioni di Rubli –quasi 800mila Euro– dovrà sviluppare entro il prossimo anno un sistema informatico per controllare le informazioni presenti sul web e diffondere notizie e pareri in linea con le direttive statali.
Che cosa si sono detti il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e Nicola Mancino? Sulle conversazioni segrete intercettate dalla Procura di Palermo si sta scrivendo una pagina di storia repubblicana assai tormentata, con inedite coalizioni di commentatori e politici le une contro l’altre armate. Ma è una storia che, se avesse un titolo, potrebbe essere molto semplice: la grande ipocrisia.
Lo scandalo delle (indebite) intercettazioni del capo dello Stato, le cui conversazioni con Nicola Mancino sono state registrate dalla Procura di Palermo, tiene banco da alcune settimane. Ma è da molto tempo che garantisti e “giustizialisti” si combattono: i primi sostengono che l’Italia è l’unico Paese occidentale nel quale si divulgano senza alcun limite le intercettazioni, e che questa è una grave lesione dei diritti civili, soprattutto nei confronti di chi viene ascoltato e non è nemmeno indagato, ma viene danneggiato dai mass media; i secondi obiettano che il diritto all’informazione è prevalente, e pertanto non deve avere limiti.
Costa circa 10 euro e ne esistono differenti versioni. Le più complete offrono anche la possibilità di rendere il telefonino dei figli visibile esclusivamente ai genitori.
Skype rassicura i suoi utenti: “Nessuna intercettazione delle chiamate”. Ma è davvero così? Fin dalle prime indiscrezioni