Abu Omar, la Cia affossa il processo
Vicenda che oltre ad aver azzerato (quanto a fiducia) i già complicati rapporti di intelligence fra la Cia e i nostri servizi segreti, ha prodotto ferite «politiche» fra le due amministrazioni a tutt’oggi non ancora rimarginate. E il nervosismo, inutile negarlo, in queste ore è altissimo negli States. Domani infatti la quinta sezione della corte di Cassazione, presieduta da Gaetanino Zecca, dopo un lungo rinvio finalizzato a riflettere meglio proprio sulle posizioni degli «americani», dovrà dire se gli agenti Cia (e del Sismi) devono pagare per il rapimento illegale di un cittadino straniero secondo la pratica delle extraordinary rendition.
Il capo del servizio di controspionaggio del Belgio ha affermato in un’intervista che Bruxelles, sede di molte organizzazioni internazionali, è la patria delle spie. Più barbe finte che in ogni altra città al mondo. Alain Winants, direttore dello Stato belga Security Service (Sv/Se), in un’intervista al Bruxelles Observer, giornale in lingua inglese, ha ricordato che il Belgio ospita “una concentrazione enorme” di diplomatici, membri di organizzazioni internazionali non governative, di dipendenti di istituzioni transnazionali, tra cui l’Unione europea e l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico. La Nato, per intenderci. Un mucchio di cose da spiare.
Alla fine di luglio si è scoperto che lo spyware britannico FinFisher, strumento di spionaggio telematico prediletto dai governi di tutto il mondo, era stato usato contro i difensori dei diritti umani nel Bahrein. Nel mese di agosto spunta fuori che alcuni giornalisti marocchini sono stati presi di mira da Hacking Team, un concorrente italiano di FinFisher. Lo svela Owni, sito francese di inchiesta, un media innovativo dedicato alle questioni di potere e di società nell’era digitale.
Il virus progettato per lo spionaggio industriale e rilevato a maggio è tutt’altro che inattivo: indagini di Kasperky Lab e Symantec hanno scoperto l’esistenza di programmi nocivi sconosciuti ancora in circolazione. L’origine dell’operazione cybercriminale risalirebbe addirittura al 2006.
New York – La guerra di strategia contro l’Iran è di fatto già cominciata. Nelle acque del Golfo Persico si stanno ammassando flotte navali che battono bandiera americana e inglese. Da Washington dell’entourage del presidente Barack Obama sono in molti a ritenere
Si è diffuso su Facebook prima negli StatiUniti, per poi arrivare in Europa e dunque in Italia: stiamo parlando di uno status virale che sta invadendo le home page di milioni di utenti. Lo status in questione parla di privacy, cita una legge statunitense e altro non è che la traduzione italiana di una bufala, peraltro piuttosto curiosa e divertente, che gira oltre oceano già daqualchemese.
Facebook e privacy rappresentano, spesso, un paradigma assai complicato da equilibrare specialmente per gli utenti meno esperti che s’iscrivono al popolare social network fondato da Mark Zuckerberg, nel 2004, e che conta attualmente 23 milioni d’utenti in Italia, la maggior parte dei quali di sesso maschile e di età compresa tra i 25 e i 34 anni.
Stop alla dipendenza da nicotina e alle crisi di astinenza, una trappola che rischia di far ripiombare velocemente nel tunnel del fumo. La promessa arriva da uno studio di ricercatori italiani pubblicato su Neuropsychopharmacology: una molecola che interrompe le vie di comunicazione tra dopamina e i suoi recettori, “antenne” cerebrali sensibili a questo ormone legato al piacere e alla ricompensa. La nicotina rende “schiavi” della sigaretta stimolando proprio il rilascio della dopamina e quindi la sensazione di benessere generale che si ricava ad ogni tiro.
Le donne si dimostrano superiori agli uomini come agenti segreti: lo afferma l’esperto n.1 in Israele, il capo del Mossad Tamir Pardo, in una intervista (rara nel suo genere) al settimanale femminile ‘Lady Globes’.
«Il problema dell’abbandono di rifiuti in città è reale e sta aumentando: la lotta all’abbandono dei rifiuti deve diventare una priorità del Comune».