Arma III nei guai, arrestati due sviluppatori per spionaggio
Le autorità greche hanno arrestato due sviluppatori della software house Bohemia Interactive con l’accusa di spionaggio. I due dipendenti dell’azienda avrebbero scattato diverse foto e girato alcuni video d’installazioni militari sull’isola di Lemno con lo scopo di raccogliere materiale per Arma III, il terzo capitolo della celebre saga di sparatutto tattici.
Gli Stati Uniti sono in guerra con l’Islam e i musulmani americani devono essere pronti ad affrontare un nuovo “olocausto”. E’ questo il messaggio contenuto nel video realizzato dall’organizzazione terroristica di al-Qaeda in occasione dell’
A Facebook manca la fisicità. Una buona percentuale degli oltre mezzo miliardo di «amici» virtuali si stanno defilando, l’abbraccio comincia a fare più acqua che tendenza. Il gran fugone dei predatori della privacy perduta – merce da mercatino vintage – è dietro l’angolo. E allora Facebook corre ai ripari con la mappa delle connessioni, il vademecum sulle (presunte) amicizie mondiali. Il risultato è interessante, oltre che esteticamente attraente. Secondo il social network, la Mapping the World’s Friendships potrebbe essere un affidabile indicatore dei legami dovuti ai flussi migratori. Nel social-mappamondo ci sono tutti, anche se Africa e nord Asia sono praticamente scoperte.

I Talebani afghani usano falsi profili Facebook per ottenere preziose informazioni di carattere militare. E’ quanto emerge da uno studio commissionato lo scorso marzo dal governo australiano sul rapporto tra il settore della difesa e i social network. Varie, secondo lo studio, le strategie usate dagli insorti, tra cui quella di spacciarsi per “donne attraenti” e stringere amicizia su Facebook con militari che si trovano in Afghanistan. Attraverso il servizio di ‘geotagging’ che alcuni di loro usano e’ possibile per gli insorti sapere dove si trovano e organizzare i loro attacchi.
Le differenze tra Mosca e Washington su come affrontare la crisi siriana non si cancellano. Il segretario di Stato americano, in viaggio in Asia, ha partecipato a Vladivostok, in Russia, al summit dell’Asia-Pacific Economic Cooperation. A lato dell’evento ha incontrato sia Putin sia Lavrov. Con loro, ha parlato delle violenze in Siria. Prima della tappa russa, Clinton si è fermata anche a Pechino che, assieme a Mosca, è l’altra capitale che continua a sostenere il regime di Bashar El Assad.In Russia, il segretario Clinton non ha badato troppo alla retorica diplomatica e ha rifiutato la proposta di Mosca di trasformare un piano di pace discusso a Ginevra all’inizio dell’estate in una risoluzione del Consiglio di sicurezza della Nazioni unite.
Diverse testate giornalistiche del Medio Oriente, fra cui ad esempio la rivista yemenita “AdenAlghad.net” e l’agenzia di stampa iraniana “Alalam”, pubblicano una notizia che può essere definita inquietante: la Central Intelligence Agency starebbe stringendo accordi con alcuni dei più pericolosi terroristi dello Yemen per sostenere i ribelli siriani e portare al definitivo rovesciamento del regime del presidente Bashar Assad.
L’
L’11 settembre 2001, undici anni fa, quattro aerei commerciali dirottati da un commando di terroristi di Al Qaeda attaccavano New York e Washington causando quasi tremila vittime civili. Il loro intento era far precipitare l’Occidente nel terrore e consentire a Osama bin Laden di diventare il califfo dell’Islam fondamentalista. A undici anni esatti dall’attacco all’America siamo più sicuri?
L’aspetto positivo di quando un virus informatico infetta un dispositivo tecnologico (computer, smartphone, tablet) è che quando lo debelli è finita lì. Non è come le vere malattie del corpo umano, che necessita di giorni (anche mesi) per poter recuperare. Il cervello elettronico, una volta sconfitto il virus, torna a lavorare come prima, in alcuni casi facendo “memoria” di quello che gli è accaduto, come succede per i recenti antivirus. Presto le cose potrebbero cambiare e in peggio. E’ quello che emerge da un articolo dell’