«Trojan spy»: così l’assassino ha spiato la moglie sul pc prima dell’omicidio
Credere che esista una netta separazione tra il mondo virtuale e quello reale è probabilmente uno degli errori più comuni e rischiosi che si possa commettere. Conti correnti, contatti di lavoro, addirittura i sentimenti; non c’è più alcun aspetto della vita di ciascuno che in qualche modo non si traduca in byte. L’informatica, e tutto ciò che ne consegue, ha radicalmente cambiato la realtà. La nuova dimensione ha regole sue, che possono essere modificate, aggirate o usate a proprio vantaggio. E con la grandissima diffusione dei computer, la ramificazione di internet e soprattutto con l’avvento dei social network, le possibilità di spiare sono ormai infinite. E spesso, come nel caso di Alessandra Sorrentino, le conseguenze possono diventare tragiche.
Facebook riconosce le coppie gay: se due persone dello stesso sesso dichiarano la loro unione, compare un’icona che raffigura due uomini o due donne. A spingere la novità, rilanciata da molti siti tra cui il blog Mashable, forse il recente matrimonio di uno dei suoi co-fondatori, Chris Hughes, e del suo compagno. Hughes ha postato sulla propria Timeline una foto del matrimonio e l’evento è stato contrassegnato da Facebook da un’icona raffigurante due uomini.
A distanza di quasi otto anni si continua a cercare di capire cosa possa aver portato all’improvviso peggioramento delle condizioni di salute e poi alla morte di Yasser Arafat, leader dell’Anp, nel novembre del 2004. Dopo aver lasciato Ramallah ed essersi trasferito in Francia per farsi curare all’ospedale militare di Percy, Arafat aveva visto un rapido deterioramento delle sue condizioni di salute. La sua morte, avvolta dal mistero, aveva spinto i palestinesi ad accusare Israele di aver assassinato il loro leader.
Faldoni distrutti per cancellare ogni traccia di negligenza da parte dei servizi. Grave sottovalutazione della pericolosità della cellula neonazi responsabile di 10 omicidi in sette anni in Germania. I gravi scandali sui servizi segreti interni relativi alle indagini sulla cellula ‘Clandestinita’ nazionalsocialistà (Nsu), richiedevano un’assunzione di responsabilità. E così Heinz Fromm, presidente del Verfassungsschutz – i servizi tedeschi – ha chiesto e ottenuto oggi di essere ‘prepensionato’. Hans-Peter Friedrich, ministro degli Interni, ha reso noto di aver sollevato il 63enne Fromm, a partire dal primo agosto, dall’incarico di presidente dei servizi segreti, che guida da 12 anni. L’aria per Fromm si era fatta irrespirabile. Solo pochi giorni fa la stampa aveva raccontato che alcuni suoi uomini, poco dopo la scoperta dell’esistenza dell’Nsu, lo scorso novembre, avevano distrutto sette faldoni contenenti indicazioni raccolte tramite informatori dell’estrema destra. Documenti, si sospetta, che avrebbero potuto palesare gli errori degli uomini dei servizi.
Un’operazione «trasparenza» che vede i servizi segreti italiani impegnati nel dissipare sospetti e faciltare la comunicazione con la società civile. Un piccolo passo rappresentato da un volumetto presentato ieri pomeriggio a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni De Gennaro, dal neo direttore del Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza (Dis) Giampiero Massolo, e dall’ex direttore dell’Aise ammiraglio Bruno Branciforte. Si tratta di un glossario con 259 termini che si riferiscono a vocaboli specifici del linguaggio di intelligence. Una neccesità per diffondere quella cultura della sicurezza invocata dalla stessa legge di Riforma dei servizi segreti. «I servizi segreti devono superare la sindrome da separatezza – ha affermato Gianni De Gennaro – Finché resiste questa sindrome c’è il rischio di devianze perché è nell’ombra che si possono alimentare in un modo o nell’altro comportamenti, diciamo così, non corretti».
Tonnellate e tonnellate di carta, piene di minuziose delazioni, redatte allo scopo di sorvegliare tutti quei religiosi che avrebbero potuto mantenere in vita lo spirito nazionale polacco e la coscienza religiosa di un Paese occupato, sfruttato e sottomesso sotto l’apparenza di una dottrina egualitaria. Migliaia di fascicoli che avrebbero dovuto essere tutti distrutti, una volta caduto il regime del generale Wojciech Jaruzelski.
Sapete quanto costano i servizi segreti italiani? Il bilancio economico della nostra intelligence è forse uno dei misteri meglio custoditi dell’intero dopoguerra. Adesso un libro può aiutare a capire quanto spendiamo per gli 007: almeno 565 milioni di euro l’anno. E’ l’unico dato ufficiale, risalente al 2010, che non comprende però altri fondi top secret dirottati dalla presidenza del Consiglio per finanziare operazioni classificate, come il supporto alle missioni militari estere o i voli della compagnia di copertura spesso usata come taxi dai politici. Ma lo stanziamento è destinato a lievitare: per il 2013 si prevede di arrivare a 645 milioni di euro.
Svyatoslav Bobyshev e Yevgeny Afanasyev – i due presunti traditori – lavoravano nel complesso militare-affiliato all’Università Statale Baltic Tecnologica a San Pietroburgo. Erano stati arrestati nel marzo 2010 con l’accusa di spionaggio a favore di un governo straniero. I due, giudicati colpevoli di tradimento, sono stati condannati dalla Corte di San Pietroburgo a 12 anni e mezzo di carcere. Secondo i documenti del tribunale, Bobyshev e Afanasyev, nel corso di un viaggio in Cina nel 2009, avrebbero passato ai cinesi dettagli tecnici altamente segreti sul missile balistico R-30 Bulava.