Egitto: ex capo intelligence prevede golpe esercito se islamici al potere
L’ex capo dei servizi segreti egiziani, Omar Suleiman, escluso dalla competizione elettorale di domani in Egitto, prevede “un golpe militare se i Fratelli Musulmani arriveranno a controllare i vertici dello Stato”. Intervistato dal quotidiano arabo ‘al-Hayat’, alla vigilia delle elezioni presidenziali, Suleiman ha affermato che “in Egitto potrebbe verificarsi un golpe militare mirato a difendere il suo futuro dalla tragedia provocata dall’ascesa al potere degli islamici”.Suleiman ha dichiarato che “i Fratelli Musulmani potrebbero trasformare l’Egitto in una base per il terrorismo, una sorta di Pakistan o di Afghanistan”.
Facebook tonfa in Borsa. Dopo l’attesissimo esordio a Wall Street, quando il titolo, a fine seduta, era rimasto in linea con le quotazioni stabilite per l’ipo, lunedì il gruppo di Mark Zuckerberg ha ceduto addirittura l’10,99, fermandosi a 33,12 dollari per azione, in una seduta che ha visto Wall Street chiudere in positivo. Forbes non usa mezzi termini: “Un fallimento”.
All’indomani del vertice di Chicago con cui la Nato ha definito la sua exit strategy dall’Afghanistan, alcuni problemi rimangono sul tappeto. C‘è incertezza sulla capacità di Kabul di controllare realmente il territorio dopo la partenza degli occidentali, i quali peraltro in undici anni non sono riusciti a sconfiggere del tutto i Taliban. E ci sono i mal di pancia degli alleati, come la Francia, che ha deciso di ritirare le sue truppe già quest’anno.
Al Qaeda alza il tiro in Yemen. L’attentato suicida di lunedì, che ha causato quasi 100 morti e più di 200 feriti tra i soldati riuniti per le prove di una parata militare a Sanaa, è un’altro imponente atto terroristico e la cellula Ansar al Sharia, che lo ha rivendicato, ne promette ulteriori.
Il premier Mario Monti è stato contestato a Sant’Agostino, uno dei paesi più colpiti dal
In un vecchio articolo di Saverio Vertone, conservato come una reliquia, ho evidenziato dieci righe, che mi sembrano assai attuali e di qualche utilità: “il Paese è diventato un albergo a ore per servizi segreti di tutto il mondo, i quali hanno incrociato e soddisfatto a nostre spese le ragioni di tutti gli Stati, meno quelle nostre”.
Lo spionaggio industriale e scientifico – ossia la ricerca informativa occulta tesa all’acquisizione di segreti industriali e proprietà intellettuale da imprese e centri di ricerca – è un fenomeno in forte espansione in tutto il mondo. Praticato sia da Stati che da attori non-statali, esso viene condotto sempre più di frequente nello spazio cibernetico e mediante le nuove tecniche di intrusione informatica (Computer Network Exploitation). Il fenomeno insidia in primo luogo la supremazia economica e tecnologica degli USA, ma costituisce un problema crescente per tutti i paesi occidentali, e anche per il nostro Paese. Esso va considerato una minaccia alla sicurezza economica e alla competitività del sistema-Italia sui mercati internazionali. Si tratta di un attacco all’economia italiana meno visibile e conosciuto rispetto alla speculazione finanziaria sui bond, ma altrettanto insidioso.
E’ un mondo a parte. Animato da servizi, aziende, gruppi, esperti, organizzazioni, istituti e think tank che si muovono nell’ombra. Tutti impegnati in attività di spionaggio che spesso sfuggono al controllo governativo Usa e le cui dimensioni sono difficilmente stimabili anche dagli esperti di sicurezza. L’influente periodico online Salon.com scrive che il fenomeno ricorda il maccartismo al tempo della Guerra fredda e i complotti organizzati dal Cointelpro (un braccio illegale dell’FBI) negli anni Sessanta contro chi si opponeva alla guerra in Vietnam. 