Facebook e l’inspiegabile via-vai degli amici
Il numero dei tuoi amici su Facebook sembra un indice di Borsa che sale e scende e non sai perché? Ti ritrovi sempre più spesso a chiederti perché improvvisamente qualcuno ti ha eliminato dalla sua lista degli amici? La motivazione è più semplice di quello che pensi…Motivazioni valide – Il numero degli amici su Facebook varia e spesso non ti rendi nemmeno subito conto di chi è sparito dalla tua lista di conoscenze. Ok, sei uno di quelli che non perde il sonno per un affronto di questo tipo, ma ti sarai sicuramente chiesto almeno una volta perché qualcuno ti ha voltato le spalle.
“Un’ultima occhiata alla casa prima di partire per evitare brutte sorprese al rientro!”. E’ la raccomandazione di Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, alla vigilia delle vacanze estive.
Nei giorni scorsi sono stati definitivamente approvati i punti del decreto legislativo 69/2012, che ha sostanzialmente cambiato i sistemi di protezione della privacy su Internet in Italia. In particolare i fornitori di servizi sono ora obbligati a seguire un certo procedimento per garantire all’utente il massimo della sicurezza e degli aggiornamenti possibile. Un ddl che arriva veramente a proposito, dopo i noti casi di attacchi hacker del Playstation Network, LinkedIn, Yahoo e il più recente di Dropbox.Questo ddl si concentra soprattutto sulla protezione dei dati sensibili degli utenti, obbligando di fatto gli operatori telefonici e gli Internet Provider ad agire immediatamente nel caso si dovessero accorgere che i loro server sono stati violati da qualche malintenzionato.
L’inchiesta militare ha confermato: dodici agenti dei servizi segreti americani
Cielo sereno e temperatura a meno 85 gradi nel cratere Gale, nella prima notte marziana del robot laboratorio Curiosity. Dopo la giornata di sole e la temperatura a meno cinque gradi che ha accompagnato la sua discesa su Marte, anche la prima notte di Curiosity è stata serena. Gli aggiornamenti meteo dal pianeta rosso arrivano dai satelliti in orbita intorno a Marte, ossia Mars Odyssey e Mars Reconnaissance Orbiter (Mro), entrambi della Nasa, e Mars Express, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa).
Il trattamento chemioterapico è una delle soluzioni più utilizzate per contrastare la crescita del cancro ma, secondo i ricercatori statunitensi del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, potrebbe influire sulle cellule sane, come quelle che si trovano in prossimità del tumore alla prostata o quello delle ovaie o del seno, stimolando la produzione di una proteina in grado di favorire lo sviluppo del cancro.
La guerra degli pseudonimi (pseudonym wars, abbreviata in nymwars) ha avuto un inizio e una fine a cavallo dell’estate del 2011. È durata poco più di cento giorni, è finita con una sonora sconfitta per Google, ma in realtà le nymwars non finiranno mai, perché la questione degli pseudonimi è dibattuta praticamente da quando esiste Internet. E si intreccia con il tema della libertà, libertà anche di nascondere la propria identità in Rete per ragioni di sicurezza. Anche se, va chiarito, qui non stiamo parlando di anonimato. Mentre per gli attivisti politici in pericolo esistono servizi come Tor e spazi sconfinati come quelli del Dark Web, dove navigare e incontrarsi senza essere osservati, sul world wide web nessuno è davvero anonimo.
Al tema, il social network di Mark Zuckerberg, dedica un’intera e dettagliata pagina del suo centro assistenza. Si chiama «Normative sui nomi Facebook» e si apre con un principio generalissimo, degno del primo articolo di una Costituzione: «Facebook è una comunità in cui le persone usano le proprie identità reali. Tutti devono fornire i propri nomi reali». Cogenza, obbligo, non opzione o possibilità. Il testo prosegue elencando in modo preciso ciò che gli iscritti non possono adoperare: simboli, numeri oppure lettere, persino segni di punteggiatura «usati in modo scorretto», caratteri appartenenti a più alfabeti. Come dire, se ti chiami Mario Rossi, è altamente improbabile che sulla tua carta d’identità ci siano degli ideogrammi.
Perde i pezzi il governo siriano vicino al regime del presidente Bashar al-Assad. Il premier Riad Hijab «è stato rimosso dall’incarico» lunedì, secondo la tv di Stato iraniana Rtv, ma è fuggito in Giordania con la famiglia. Hijab, nominato lo scorso giugno, ha annunciato di essersi unito alla ribellione «a causa dei crimini di guerra e del genocidio» commessi dal regime. Anche il collega delle Finanze, Muhammad Jleilati, ha provato a disertare, ma è stato arrestato prima che potesse fuggire all’estero.
Buona la settima. Dopo sei tentativi falliti, Curiosity ce l’ha fatta: il rover