L’Iran contro la Nato: vogliono una guerra mondiale
“Sfortunatamente uno dopo l’altro i paesi occidentali stanno approvando il dispiegamento di missili Patriot sul confine tra la Turchia e la Siria, e stanno pianficando una guerra mondiale che è molto pericolosa per il futuro dell’umanità e dell’Europa stessa”. E’ quanto ha detto il capo dello stato maggiore delle forze iraniane, il generale Hassan Firouzabadi, commentando il dispiegamento da parte della Nato di sei batterie di missili e di 600 militari in Turchia per una missione di difesa da possibili attacchi dalla Siria.
Una trama complessa. Non sappiamo esattamente chi abbia elaborato la strategia complessiva e i dettagli delle diverse operazioni, ma ne conosciamo alcuni passaggi. Basta guardarsi attorno. Come far implodere il regime di Assad senza farsi coinvolgere in un conflitto aperto e senza cavalcare opposizioni interne più pericolose dello stesso vecchio despota? Lettura atlantica e Statunitense, a quanto ci dicono le nostre fonti. Con la responsabilità di un bel po’ di vittime tra la popolazione di quello sfortunato paese. Ma quando mai le vittime civili entrano nelle contabilità delle guerre?
Alexander Litvinenko, il dissidente russo avvelenato col polonio, lavorava per i servizi segreti inglesi e spagnoli e la Russia è di sicuro coinvolta nel suo omicidio. Le prove sono state fornite dal governo britannico nel corso di una istruttoria preliminare del procedimento che inizierà nel maggio prossimo.
I servizi di intelligence occidentali sottolineano ancora la minaccia dell’uso armi chimiche da parte del regime di Assad.
Non ama guidare e preferisce spostarsi a piedi o cavalcando uno scooter. Nessun lusso negli abiti, modi controllati e cortesi: in una città dove tutti parlano troppo, lui pesa le parole ed evita i telefonini. Sembra un piccolo borghese, perso tra la folla della metropoli, ma ogni volta che qualcuno lo incontra si capisce subito dalla deferenza e dal rispetto che gli tributano che è una persona di riguardo. Riconoscerlo è facile: l’occhio sinistro riporta i segni di un’antica ferita. Il colpo di pistola esploso a distanza ravvicinata da un carabiniere nel 1981: è sopravvissuto anche alla pallottola alla testa, conquistando la fama di immortale. Anche per questo tutti hanno paura di lui. Ed è grazie a questo terrore che oggi Massimo Carminati è considerato l’ultimo re di Roma.
Quante sono le civiltà aliene nella nostra sola galassia? Nessuna, dicono i più scettici tra gli scienziati, convinti di poter trovare, al massimo, qualche microrganismo al primo stadio dell’evoluzione. Centinaia, pensano invece gli ufologi, che sognano un imminente contatto con i nostri fratelli maggiori dello spazio. Ma si sbagliano entrambi gli schieramenti contrapposti. Nella Via Lattea esistono infatti migliaia di popoli extraterrestri. Per l’esattezza, 4.590.
Secondo il rapporto “Eritrea: Another Venue for the Iranian-Israeli Rivalry” diStratfor Global Intelligence, un’agenzia di consulenza strategica statunitense, «Israele ha stabilito basi militari in Eritrea per sorvegliare l’Iran ed altre attività ostili nel Mar Rossso».
Il mondo nel 2030 sarà probabilmente più “anarchico” e dominato da una nuova classe media, prevalentemente asiatica. È quanto viene riportato nel Global Trends del National Intelligence Council. Il report sugli scenari internazionali prospettati dall’intelligence americana entro il 2030, spiega che il mondo, privato della guida della potenza egemone statunitense, sarà multipolare e più instabile. La Cina, infatti, benché riuscirà a sorpassare economicamente gli Stati Uniti, non sarà in grado, da sola, di garantire un ordine stabile.
Secondo gli analisti del “Laboratorio”, nel prossimo anno si moltiplicheranno notevolmente i casi di phishing nei confronti degli enti governativi nonché delle società private in varie sfere del settore imprenditoriale. Ai cyber-attacchi saranno sottoposti più spesso i siti crucialmente importanti, per esempio, i siti dell’infrastruttura di pubblica utilità o del sistema di trasporto.
Per i servizi segreti americani, ci sarebbe il governo cinese dietro molti attacchi informatici che hanno cercato di rubare informazioni su prodotti e progetti di aziende statunitensi. E’ quanto ha scritto il Los Angeles Times citando fonti anonime dell’intelligence americana, che sta completando un rapporto chiesto dal Pentagono per tracciare e stimare i danni economici causati dai cyber-attacchi che dall’estero hanno colpito gli Stati Uniti. Lo studio, che sarà completato e consegnato entro l’inizio del 2013, è il primo in materia di spionaggio virtuale e attacchi informatici.