Tutto quello che avreste voluto sapere sui servizi segreti

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top secret1‘Area riservata’, ‘nos’, ‘cifratura’, ‘humint’,,’psyops’,’comint’, ma anche ‘segreto di stato’ e ‘verifica ambientale’ sono solo alcuni dei vocaboli utilizzati dagli 007 che compaiono nel primo glossario di intelligence che nasce per ‘dare un nome alle cose’ e contribuire a sollevare il velo di mistero che avvolge i servizi segreti. Il glossario che, non a caso, vede la luce dopo la legge di riforma dei Servizi vuole contribuire a realizzare un diverso rapporto tra l’intelligence e la societa’.

COME PER OGNI ARTE E MESTIERE – ‘Come avviene per ogni arte e mestiere – si spiega nella prefazione al glossario – l’intelligence ha nel tempo sviluppato un proprio linguaggio ed un proprio gergo, frutto di una costante evoluzione sulla quale influisce una pluralita’ di fattori, inclusi gli interventi legislativi che dell’attivita’ di informazione per la sicurezza dettano disciplina ed organizzazione’.

La spending review degli 007. L’Aise risparmia sugli affitti

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servizi logo ufs-400x300La Guerra fredda è davvero finita. L’Aise (Agenzia Informazione Sicurezza Esterna), l’agenzia di controspionaggio diretta dal generale Adriano Santini, qualche mese fa ha deciso di disdire gli affitti di alcuni appartamenti, vista su altrettante ambasciate, che per una ventina d’anni avevano ospitato dei punti di osservazione molto privilegiati. L’operazione di spending review, messa in atto in gran segreto da Palazzo Baracchini, ha riguardato – secondo quanto ha appreso Il Punto – almeno tre sedi “coperte”, una delle quali con affaccio su via Gaeta, dove ha la sua sede l’Ambasciata della Federazione Russa. Da quelle finestre, dagli Anni Ottanta in poi, i nostri 007 militari avevano sorvegliato (e filmato) il via vai di spie del Kgb giunte nel Bel Paese.

La spia turca che ha fatto tremare i colonnelli dell’esercito è una studentessa di 25 anni

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spia2--180x140Altro che Anna Champam, detta la rossa, la spia russa beccata dagli Usa nel 2010. La turca Narin Korkmaz non ha il suo fascino ma quanto a risultati non scherza. Una Mata Hari. Studentessa universitaria di 25 anni, la ragazza è accusata di aver fatto parto di un’incredibile rete spionistica guidata dal colonnello Ibrahim Serzer. I due, insieme ai loro complici, hanno rubato per anni segreti militari in Turchia per poi rivenderli all’estero. Un network composto da 51 persone – molte delle quali già in arresto – incriminate dalla procura di Izmir ma sparpagliate in tutto il paese.

“Le spie in azione sono almeno venti”

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suoraUna vera tempesta quella che si sta abbattendo in Vaticano in queste ore. A testimoniarlo anche le parole del Santo Padre che ieri nel corso dell’udienza in piazza San Pietro ha citato un passo del Vangelo: «Cadde la pioggia,strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa,ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia». Ma stavolta è un terremoto e la stabilità di quella roccia è messa a dura prova. A finire nel carcere del Vaticano è stato il maggiordomo di Benedetto XVI accusato di essere il «corvo» per aver sottratto importanti documenti riservati. Sono in tanti a pensare che Paolo Gabriele sia solo un capro espiatorio soprattutto se torniamo indietro di qualche mese, a febbraio 2012 quando scoppiò il caso «Vatileaks».

Flame, un sofisticato malware ruba informazioni “segrete”

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flame malware 0512Vi ricordate dei malware Stuxnet e Duqu, entrambi utilizzati per attività di spionaggio industriale? È di queste ore la scoperta di una nuova pericolosa minaccia che sarebbe già stata impiegata per sottrarre dati sensibili ed informazioni segrete gestite da organizzazioni governative medio-orientali. Battezzato Flame, il malware è piuttosto “pesante” e si comporrebbe di numerosi moduli utilizzabili per sferrare attacchi estremamente evoluti. I tecnici di Kaspersky, dopo aver analizzato la minaccia, hanno rilevato come essa sia estremamente complessa, un’arma informatica per compiere attacchi in diversi Paesi. Ben lungi da inutili sensazionalismi, secondo gli esperti di Kaspersky, la complessità e le funzionalità del malware sarebbero superiori rispetto a tutte le minacce informatiche ad oggi conosciute.

Apparati sequestrati in libano e iran

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Nel 2008 in libano venne arrestata una persona e incriminata di essere un agente di mossad infiltrato in hezbollah.

 

Gli vennero trovate diverse apparecchiature tra computer, dischi, telefoni cellulari e altri apparati elettronici, ma in particolar modo gli venne trovata una “scatoletta misteriosa”.

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 Sequestro in libano su youtube

 

 

 

 

 

 

 

Le nuove frontiere dei Servizi Segreti italiani

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5913Recenti fatti gravi di cronaca hanno portato l’attenzione della opinione pubblica sui Servizi Segreti del nostro Paese. Per fare un po’ il punto del loro stato abbiamo intervistato Aldo Giannulli , docente di Storia Contemporanea alla Statale di Milano. E’ stato consulente parlamentare delle commissioni sulle stragi (dal 1994 al 2001). E’ tra i maggiori studiosi dell’intelligence italiana. Autore di numerose pubblicazioni, tra cui l’importante saggio “Come funzionano i servizi segreti” (Ed. Ponte alle Grazie).

Professor Giannulli, viviamo in un mondo multipolare e globalizzato. Quindi questo comporta nuove sfide nelle relazioni internazionali tra gli stati.

Spia privata multiuso business modello Usa

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spiaaaaC’è una discussione faceta e mai risolta su quale sia stato il primo mestiere praticato al mondo: o la prostituzione o lo spionaggio. Io opto per il secondo. Costa meno vendere parole che il proprio corpo. Anche se quei “mestieri primigeni” hanno camminato sovente assieme. Stando almeno ad Aristofane che già 3000 anni fa ci ammoniva: «Chi ha attitudine a fabbricare inganni sa anche riconoscerli e svelarli». Spionaggio e controspionaggio in un colpo solo, anche se il commediografo greco parlava di donne per bocca della sua protagonista Pressagora. Sempre dalla Grecia antica, Plutarco sembra parlare alla nostra attualità. «Come potrebbe la successione dei tempi non diffondere incertezza e oscurità sulla Storia, se nei fatti recenti e che si sono svolti quasi sotto i nostri occhi, il falso si sostituisce al vero?». Chi sa quale telegiornale vedeva allora Plutarco?

Emanuela Orlandi, i servizi segreti e i preti pedofili

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emanuelaorlandi-770x513La seconda puntata è più ricca di colpi di scena rispetto alla prima. E nella fiction inscenata in questi giorni su Emanuela Orlandi il regista si sta davvero divertendo. Prova ne è un articolo pubblicato sul Corriere della Sera che, come quello di ieri (LEGGI QUI), ritorna, in un eccesso di amarcord, su piste già battute dagli inquirenti negli anni Ottanta. Stavolta tocca ritornare in scena a Giulio Gangi, ex agente del Sisde e oggi dipendente di un ministero con sede all’Eur, che dalla storia ci era uscito qualche tempo fa. Peronaci comincia raccontando dell’entrata in scena dell’agente del Sisde, datandola alla fine di settembre del 1983. Falso: Gangi entrò in casa portando il registratore Geloso con cui venne impressa nei nastri la telefonata di “Mario”, arrivata pochi giorni dopo il sequestro della ragazza vaticana. Ma è vero, invece, che Gangi promise quello che oggi Peronaci (e Pietro Orlandi) racconta:

Il virus 007 che spia gli iraniani

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virus iranÈ molto difficile fermare il programma nucleare iraniano con un attacco militare. Ma la guerra è già iniziata, da anni, su un fronte invisibile: quello dell’informatica. Nel 2010, gli iraniani ebbero una brutta sorpresa: il software pirata “Stuxnet” era riuscito a fermare l’impianto di Natanz per l’arricchimento dell’uranio. Nello stesso periodo ne ebbero un’altra: un secondo virus informatico, chiamato “Duqu” permetteva a ignote spie di trafugare i loro dati. Adesso hanno fatto una terza brutta scoperta: da almeno due anni a questa parte, sta agendo nei loro computer un super-virus, ribattezzato “Flame”.

Teheran ha denunciato solo questa settimana l’infezione dei computer del suo Ministero del Petrolio e della sua Compagnia Petrolifera Nazionale e ha chiesto aiuto alla Russia.