Chi guarda il tuo profilo di Facebook? Scoprilo!
A tutti sarà venuta la tentazione di smascherare i più assidui frequentatori del proprio profilo su Facebook. E uno degli stratagemmi è sfruttare l’opera dei sofisticati algoritmi del social network. Non è una scienza esatta ma c’è chi dice che funzioni.
Amici di destra– Il luogo più ovvio, ma spesso trascurato, è la lista di amici visualizzati nel riquadro di destra nel tuo diario. Come li sceglie Facebook? Il Centro assistenza del social network informa che questa sezione cambia in continuazione e “può includere gli amici con cui interagisci più spesso nei post in bacheca, nei commenti e negli eventi a cui partecipate entrambi. Tuttavia, Facebook non seleziona gli amici da visualizzare in base ai profili che tu scegli di visualizzare o a coloro con cui interagisci nei messaggi e nella chat.” Non ho ben capito cosa voglia dire… ma mi adeguo.
Il 5 ottobre 1995, Michel Mayor e Didier Queloz, dell’Osservatorio di Ginevra, annunciano di avere scoperto il primo pianeta extrasolare nella storia, di massa paragonabile a quella di Giove, attorno alla stella 51 Pegasi. Da allora sono stati individuati quasi mille pianeti extrasolari che orbitano intorno a stelle relativamente vicine a noi. Le tecniche usate sono diventate sempre più sofisticate e precise e si è riusciti ad osservare anche pianeti relativamente piccoli, della dimensione della Terra.
Vi racconto una storia che potrebbe sembrare la trama di un thriller di spionaggio, in cui agenti in borghese pedinano il nemico con mezzi super tecnologici e d’avanguardia, ma che, in realtà, è semplicemente un episodio accaduto alla mia migliore amica.
Nel gioco di ombre che fa da sfondo al mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi figura anche Gunther Bohnsack, un ex colonnello della Stasi, i servizi segreti di Berlino Est. Bohnsack ha ammesso con Pino Nicotri di aver redatto i cosiddetti Komunicati relativi al sequestro di Emanuela Orlandi. Nicotri ne ha scritto nei suoi libri sul caso Orlandi: Bohmsack, reo confesso, specifica che si trattò di un’attività svolta presso un appartamento sito in Charlottenstrasse a Pankov, Berlino, ma nonostante tutto non sa con precisione per chi, né perché svolgesse quell’attività.
La gran parte delle persone che ogni giorno spende il proprio tempo a “
Spiato sul posto di lavoro. Attraverso le email. L’impiegato non era infatti l’unico a leggere la corrispondenza telematica che confluiva nel suo account aziendale, protetto da password. Ogni volta che riceveva o spediva un messaggio veniva in automatico visualizzato anche nella posta del direttore generale, ma il dipendente ne era all’oscuro. Tanto che quando ha scoperto di essere letto, ha ipotizzato lo spionaggio industriale e si è rivolto alla polizia postale di Vicenza, presentando querela.
È «legittimo» il «controllo da parte di terzi della condotta del lavoratore al di fuori dello stretto ambito lavorativo, ove lo stesso sia finalizzato alla tutela dei beni estranei al rapporto stesso». Lo ha detto la sentenza numero 1329 della Corte di Cassazione.
Fino a qualche giorno fa, lo ammetto senza vergogna, non sapevo neanche cosa fosse il Muos di Niscemi. Ma le decine di mail e segnalazioni che mi sono arrivate via Twitter mi hanno spinto a documentarmi e farmi scoprire un vero e proprio mondo. Si tratta di un problema ignorato dai media nazionali, ma molto sentito a livello locale. Scorrendo su Google ho trovato pagine di dichiarazioni, comitati e interi paesi siciliani in rivolta contro questo sistema satellitare ad altissima frequenza.
RCD-1100 segnalatore di postazioni Autovelox fissi, sorpassometri, tutor, semafori allarmati, photorad ed aree a rischio. Falco contiene al suo interno un database dove sono conservate informazioni riguardo la possibile presenza degli autovelox, grazie al fatto che la legge italiana prevede che tali strumenti debbano essere preventivamente segnalati tramite apposito cartello. Inoltre il dispositivo contiene le stesse informazioni per i tutor, per i sorpassometri e tutte le informazioni che il Ministero dell’Interno, più nel dettaglio il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e la Direzione Centrale della Polizia Stradale, mettono pubblicamente a disposizione.
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