Trasloca a Ravenna per spiare l’ex. Ai domiciliari 38enne di Sondrio
E’ finita agli arresti domiciliari, in attesa di convalida, una disoccupata di Sondrio che aveva iniziato a seguire ossessivamente il suo ex compagno di Ravenna. La donna, 38 anni, aveva fatto di tutto per stare vicino all’uomo, che però non ne voleva saperne, e così si era persino ritrovato la sua ex, che lo spiava, come vicina di casa a Marina di Ravenna, il paese dove risiede.
Da un paio di mesi la storia tra i due era finita ma la donna si era ugualmente trasferita in affitto sulla riviera della città romagnola per stare vicino al 42enne.
«Il legame del matrimonio è così pesante che si deve essere in due per portarlo, spesso in tre» così Alexandre Dumas padre giustificava l’esistenza di un fenomeno da sempre molto diffuso, e non solo tra le coppie sposate: il tradimento.
Esperti di ‘Cyber Defence’ a confronto, domani a Chiavari (Genova), per discutere della minaccia tecnologica e dei rischi connessi, per la sicurezza delle infrastrutture strategiche. ”La Cyber Defence rappresenta il cosiddetto ‘quinto dominio’, dopo quello terrestre, navale, aereo e spaziale.
Uno studio dimostra che il tradimento provoca stress e sensi di colpa e il cuore ne risente!
I dipendenti possono essere spiati dagli 007 in borghese. Lo rileva la Cassazione nel confermare la legittimità del licenziamento per giusta causa, inflitto al direttore di una catena di supermercati Standa di Messina, sorpreso con controlli occulti a prelevare merce dagli scaffali con gli scontrini riciclati. Per la Sezione lavoro, che ha bocciato il ricorso di Giovanni C. “sono legittimi i controlli posti in essere dai dipendenti di agenzie investigative che operano” in maniera occulta “come normali clienti e non esercitano alcun potere di vigilanza e controllo”.
Una pattuglia di militari italiani e’ rimasta coinvolta nell’esplosione di un ordigno artigianale. Lo rivelano fonti del Ministero della Difesa. Nessun ferito, solo danni a un blindato lince. Questa mattina alle ore 9.50 locali (le 7.20 in Italia), una pattuglia della Force Protection, composta da 3 veicoli multiruolo “Lince” con a bordo personale dell’Aeronautica militare, durante una attivita’ di controllo del territorio, e’ stata coinvolta nell’esplosione di un ordigno improvvisato (Ied- Improvised explosive device).
Non si ferma la violenza in Yemen, il poverissimo Paese dove al-Qaeda, approfittando dei mesi di proteste popolari dell’anno passato, ha trovato un fertile terreno di coltura. Un soldato, che nascondeva una potente quantita’ di esplosivo sotto l’uniforme, si e’ fatto saltare nel mezzo di un battaglione dell’esercito. Decine di vittime (il bilancio e’ ancora incerto, ma c’e’ chi parla addirittura di 96 morti) e circa 300 feriti. Le vittime erano tutti soldati che provavano una parata militare da svolgere in occasione del 22esimo anniversario dell’unificazione del nord con il sud del Paese. Nel luogo della tragedia, piazza Sabeen, a due passi dal palazzo presidenziale, erano presenti il ministro della difesa, Mohammed Ahmed Nasser, e il capo di Stato maggiore, Ali al Ashual, entrambi rimasti illesi.
Una volta c’erano poco meno di una decina di parole che non si potevano dire in televisione, parolacce invise al moralismo statunitense degli anni cinquanta o sessanta. Oggi c’e’ un elenco di oltre 500 parole che non si dovrebbero dire su Facebook o Twitter. Il rischio e’ finire in una sorta di lista nera del ministero della Difesa Nazionale Usa che, come un Grande Fratello, dal febbraio del 2011 ha cominciato a monitorare l’attivita’ degli utenti dei social media. Obama e il governo americano spiano gli americani sui social network, triste conferma dell’enorme crescita di questi nuovi mezzi di comunicazione.