Skype, la polizia potrà intercettare le chat
Skype è stato per anni uno dei pochi servizi di comunicazione in cui l’intercettazione dei dati risultava praticamente impossibile. Ma ora le cose potrebbero cambiare. La compagnia ha annunciato che renderà accessibili alla polizia tutte le conversazioni delle sue chat. A dare notizia del giro di vite è il Washington Post, secondo cui le telefonate audio e video resteranno ancora anonime.
Un conflitto di attribuzione sollevato davanti alla Consulta nei confronti della Procura di Palermo: Giorgio Napolitano passa alle vie di fatto, per fare chiarezza su una vicenda diventata terreno non solo di strumentalizzazioni contro la sua persona ma soprattutto di violazione della Costituzione. Il filone è quello della trattativa Stato-mafia (vedi articolo in basso), ma la lesione delle prerogative del Colle sta in quelle intercettazioni indirette che lo vedono coinvolto e che la Procura di Palermo ha gestito contro le norme costituzionali. È su questo punto che il Quirinale ha scelto lo scontro pur di non transigere rispetto alla tutela dello Stato di diritto e del rispetto della Costituzione che bilancia i diversi poteri dello Stato. Una decisione nata soprattutto per non dare spazio a un precedente pericoloso per la vita repubblicana.
Temeva di essere intercettato nell’istituto scolastico che aveva tenuto a battesimo, dopo aver aperto la porta del suo ufficio ai carabinieri per una perquisizione: Marco Macchitella, patron della “Icos”, avrebbe lanciato un Sos ai suoi collaboratori.
Qualche tempo fa, per promuovere il proprio disegno anti-intercettazioni, e forse anche proteggere le proprie discusse frequentazioni, un politico nostrano aveva agitato lo spauracchio della tecno sorveglianza: “siamo tutti intercettati, non si può parlare al telefonino senza essere spiati – aveva gridato”. Accuse respinte al mittente dagli organismi competenti.
La sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni ha provocato ai fornitori di servizi costi per 20 milioni di franchi l’anno passato. Lo dimostra uno studio della KPMG commissionato dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
Sexgate e scandali vari e assortiti? Spesso, per fare chiarezza, si ricorre a lei, la regina incontrastata delle investigazioni: l’intercettazione. Un nome un po’ abusato, ma che nasconde un argomento estremamente complesso e, diciamocelo, affascinante. Farsi gli affari altrui è bello, c’è poco da discutere.
La Commissione europea aprirà oggi una procedura di infrazione contro l’Italia relativa agli appalti in campo giudiziario. L’esecutivo comunitario è dell’avviso che le procure della Repubblica violino il diritto europeo quando assegnano contratti nel campo delle intercettazioni telefoniche ed ambientali in modo diretto, senza gara d’appalto.
Cosa fa tuo figlio con il cellulare? Fa per caso sexting? Oppure semplicemente ha aggiunto un contatto a te sgradito alla propria rubrica? O magari lo tiene acceso a scuola, nelle ore in cui è vietato? Basta dubbi d’ora in poi: con un innovativo servizio dedicato alla telefonia mobile papà e mamma potranno
Nel panorama politico e giuridico sono pochi gli esponenti o gli intellettuali che hanno preso posizione contro l’uso distorto delle intercettazioni e soprattutto sugli ‘abusi’ che vengono fatti dalla magistratura attraverso questo strumento. Fra i pochi ad assumere una linea garantista c’è certamente l’avvocato Guido Calvi, membro laico del Csm.
Due facce della stessa medaglia. Di qua un pezzo da novanta del Ros arrivato da Roma, di là un segugio locale della Digos. Un’accoppiata ideale, senza precedenti, fra due strutture investigative per un’indagine condotta in tandem da polizia e carabinieri. L’ufficiale dell’Arma è Vincenzo Molinese, uomo di punta della squadra Crimini Violenti del Reparto operativo speciale della Benemerita, sceso in Puglia con un seguito di esperti d’investigazione e tecnici «scientifici». Quello della Digos è un agente abituato a controllare, magari allo stadio Di Bari come a Brindisi o Lecce, decine e decine di immagini catturate dalle telecamere di sicurezza, per poi mettere in ordine quelle riprese: una sequenza dopo l’altra, quelle utili separate da quelle insignificanti, fino a quando affiorano tutti gli elementi necessari alle indagini.