Inchiesta: Arafat ucciso con il polonio

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Yasser-Arafat 2266757b1Arafat si ammalò improvvisamente il 12 ottobre del 2004. Inizialmente rimase nella sua casa a Ramallah mentre i carri armati israeliani rimasero di guardia all’esterno. Poi iniziò una spola con la Francia dove venne curato in un ospedale militare a Parigi. Ogni tentativo di salvargli la vita fu vano e Arafat morì un mese dopo, l’11 novembre 2004.

I dettagli su ciò che lo aveva ucciso non vennero mai resi noti mentre si diffusero varie e mai confermate voci sulla possibile malattia che lo portò alla morte. Si parlò di cancro, di cirrosi epatica e addirittura di un contagio dall’HIV.

Il software-spia perfetto sarà un parto del Grande Fratello

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darpa2 tLa DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), l’Agenzia governativa statunitense per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie da applicare in campo militare, ha dato vita al DARPA Innovation House: è una competizione scientifica in stile Grande Fratello che vedrà coinvolte otto squadre di ricercatori “rinchiuse” per due mesi in un laboratorio dell’Agenzia.

L’obiettivo della DARPA è arrivare a un prototipo funzionante di un software che sappia combinare le immagini raccolte da vari tipi di sistemi di osservazione – dai droni senza pilota ai radar, dalle telecamere di sorveglianza ai sensori infrarossi – per dare una visione approfondita e dettagliata di un ambiente. Le applicazioni militari e civili di un sistema del genere sono abbastanza ovvie.

Cynthia, la spia dagli occhi verdi

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Cynthia-la-spia-dagli-occhi-verdi h partbAmy Elizabeth Thorpe, conosciuta con il nome in codice di Cynthia, è nata a Minneapolis (Usa) il 22 novembre del 1910. Wasp e di famiglia benestante e alto-borghese, era bellissima, intelligente e spregiudicata. Fu arruolata per carpire informazioni e trasmetterle ai Servizi segreti britannici (MI6) e, con le sue spiate, è riuscita a cambiare il corso degli eventi militari, in particolare favorendo lo sbarco degli Alleati in Nordafrica.

Appassionata di letteratura già da bambina, a 11 anni scrive il suo primo romanzo, Fioretta, ambientato a Napoli, che non aveva mai visitato ma solo immaginato.

Moncada, il burattinaio tra affari e servizi segreti

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finNell’inchiesta napoletana su Finmeccanica, concorso in corruzione internazionale e riciclaggio, è emerso il ruolo del potentissimo manager Moncada. L’ex presidente dello Ior intercettato dice che lui sarebbe il grande burattiniao, non un massoncello qualsiasi.

Questa è l’ipotesi: Ignazio Moncada, un “grande burattinaio”, un manovratore, un big. Finito nell’ambito dell’inchiesta napoletana di Finmeccanica per essere stato al centro di un colloquio intercettato in un ristorante romano. A tavola, il presidente di Finmeccanica Giusepper Orsi, indagato, e l’ex presidente dello Ior Gotti Tedeschi. Quest’ultimo dice a Orsi di aver visto poco prima Moncada e che lui avrebbe garantito appoggio al presidente di Finmeccanica. Del resto Moncada, ex agente segreto, nato nel 1949 e cresciuto nella Torino dei grandi affari, solidificato all’ombra del garofano craxiano, è diventato uno dei grandi manager che ha più potere di un ministro, capace di amicizie bipolari (da Amato a De Michelis), Giusy La Ganga.

Germania: scandalo neonazi, si dimette capo servizi segreti

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neo-nazi-770x513Faldoni distrutti per cancellare ogni traccia di negligenza da parte dei servizi. Grave sottovalutazione della pericolosità della cellula neonazi responsabile di 10 omicidi in sette anni in Germania. I gravi scandali sui servizi segreti interni relativi alle indagini sulla cellula ‘Clandestinita’ nazionalsocialistà (Nsu), richiedevano un’assunzione di responsabilità. E così Heinz Fromm, presidente del Verfassungsschutz – i servizi tedeschi – ha chiesto e ottenuto oggi di essere ‘prepensionato’. Hans-Peter Friedrich, ministro degli Interni, ha reso noto di aver sollevato il 63enne Fromm, a partire dal primo agosto, dall’incarico di presidente dei servizi segreti, che guida da 12 anni. L’aria per Fromm si era fatta irrespirabile. Solo pochi giorni fa la stampa aveva raccontato che alcuni suoi uomini, poco dopo la scoperta dell’esistenza dell’Nsu, lo scorso novembre, avevano distrutto sette faldoni contenenti indicazioni raccolte tramite informatori dell’estrema destra. Documenti, si sospetta, che avrebbero potuto palesare gli errori degli uomini dei servizi.

Dall’A alla Zeta: 007 senza misteri

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AISEUn’operazione «trasparenza» che vede i servizi segreti italiani impegnati nel dissipare sospetti e faciltare la comunicazione con la società civile. Un piccolo passo rappresentato da un volumetto presentato ieri pomeriggio a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni De Gennaro, dal neo direttore del Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza (Dis) Giampiero Massolo, e dall’ex direttore dell’Aise ammiraglio Bruno Branciforte. Si tratta di un glossario con 259 termini che si riferiscono a vocaboli specifici del linguaggio di intelligence. Una neccesità per diffondere quella cultura della sicurezza invocata dalla stessa legge di Riforma dei servizi segreti. «I servizi segreti devono superare la sindrome da separatezza – ha affermato Gianni De Gennaro – Finché resiste questa sindrome c’è il rischio di devianze perché è nell’ombra che si possono alimentare in un modo o nell’altro comportamenti, diciamo così, non corretti».

Quando gli 007 polacchi davano la caccia a Wojtyla

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nazionale 593Tonnellate e tonnellate di carta, piene di minuziose delazioni, redatte allo scopo di sorvegliare tutti quei religiosi che avrebbero potuto mantenere in vita lo spirito nazionale polacco e la coscienza religiosa di un Paese occupato, sfruttato e sottomesso sotto l’apparenza di una dottrina egualitaria. Migliaia di fascicoli che avrebbero dovuto essere tutti distrutti, una volta caduto il regime del generale Wojciech Jaruzelski.
Non fu così, però. Gli zelanti funzionari di partito ne avevano fatto troppe copie e molti materiali, soprattutto quelli dedicati a Wojtyla, era volati sino a Mosca dove ormai c’era grande curiosità verso il Papa polacco.

Sempre più soldi agli spioni

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forte breschiSapete quanto costano i servizi segreti italiani? Il bilancio economico della nostra intelligence è forse uno dei misteri meglio custoditi dell’intero dopoguerra. Adesso un libro può aiutare a capire quanto spendiamo per gli 007: almeno 565 milioni di euro l’anno. E’ l’unico dato ufficiale, risalente al 2010, che non comprende però altri fondi top secret dirottati dalla presidenza del Consiglio per finanziare operazioni classificate, come il supporto alle missioni militari estere o i voli della compagnia di copertura spesso usata come taxi dai politici. Ma lo stanziamento è destinato a lievitare: per il 2013 si prevede di arrivare a 645 milioni di euro.

Spie cinesi anche nella Russia di Putin

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NEWS 46992Svyatoslav Bobyshev e Yevgeny Afanasyev – i due presunti traditori – lavoravano nel complesso militare-affiliato all’Università Statale Baltic Tecnologica a San Pietroburgo. Erano stati arrestati nel marzo 2010 con l’accusa di spionaggio a favore di un governo straniero. I due, giudicati colpevoli di tradimento, sono stati condannati dalla Corte di San Pietroburgo a 12 anni e mezzo di carcere. Secondo i documenti del tribunale, Bobyshev e Afanasyev, nel corso di un viaggio in Cina nel 2009, avrebbero passato ai cinesi dettagli tecnici altamente segreti sul missile balistico R-30 Bulava.

FINMECCANICA, UNA SOLA “INTELLIGENCE” PER TUTTO IL GRUPPO

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medium.jpg.pagespeed.ic.BMBoRuK2NfInizia dalla security la ristrutturazione del gruppo Finmeccanica. È stata affidata a Paolo Campobasso, da pochi mesi ai vertici della sicurezza (il suo profilo su Linke-Din recita: “Senior Vice President and Chief Security Officer), la profonda revisione del sistema security di tutto il gruppo di piazza Monte Grappa. Un incarico ricevuto dall’ad Orsi, che suscita sospetti e preoccupazioni ai piani alti di tutte le consociate, abituate a gestire la propria sicurezza in modo autonomo e, dicono, coerente con i differenti settori di operatività. Da quel poco che è emerso fino ad ora, l’idea è quella di creare una nuova società destinata ad assorbire la Digint (fondata da Fabio Ghioni, finito nei guai col suo “tiger team” per le vicende Telecom-Tavaroli su un asserito sistema di intercettazioni illegali).