Cina, Russia, USA. Il triangolo delle spie
Solo nell’ultimo anno i casi di spionaggio si sono moltiplicati. L’ultimo è di pochi giorni fa, in Texas, dove undici persone sono state accusate di spionaggio dopo il blitz che l’FBI ha condotto nei locali di una presunta società di copertura. Otto di loro sono state arrestate; le altre tre sono riuscite a fuggire e a rifugiarsi in Russia.
L’accusa è quella di aver procurato tecnologia sensibile microelettronica al loro Paese. Alcuni investigatori di controspionaggio degli Stati Uniti sostengono che lo scopo sarebbe stato quello di utilizzare, per molteplici impieghi, gli hardware elettronici creati dalle imprese americane. Mosca, come da copione, nega le accuse.
E i russi non sono gli unici a frequentare gli ambienti americani nel tentativo di carpirne segreti, progetti e informazioni sensibili. Anche iraniani e cinesi sono presenti nel numero non ben definito di agenti stranieri che si nascondono tra le migliaia di normalissimi studenti americani nelle facoltà di scienze, tecnologie e ingegneria degli Stati Uniti.
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Il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglou ha detto che la Ankara risponderà “senza esitazione” se la Siria violerà ancora una volta il confine tra i due paesi. Nelle scorse settimane, le forze turche hanno risposto a tutti i colpi finiti in territorio turco dalla vicina Siria, minacciando una reazione più forte. “Nuove violazioni dei confini possono avvenire e noi risponderemo senza esitazione se crederemo che la sicurezza nazionale della Turchia è in pericolo”, ha detto il ministro degli Esteri turco.
Destino imperiale. La laica Turchia, parte fondamentale della Nato di antica missione antisovietica, oggi governata da un partito islamico conservatore ma moderato, se non esistesse andrebbe inventata. Così com’è, per sperare in un intervento militare limitato, che ponga fine, o almeno riduca e bilanci il macello quotidiano in Siria, senza che si scateni la terza guerra mondiale. Una incombenza con molti tifosi nascosti che sembra però segnata nel suo destino. Proviamo a capirne le ragioni con la solidità dei fatti, attraverso storia, geografia, politica, strategie internazionali. Con molte incognite che attendono risposte a breve, tipo i risultati delle presidenziali statunitensi tra Obama e Romney. Senza mai dimenticare gli interessi militari russi legati alla superbase navale di Tartus, sul Mediterraneo a sud della Siria, vicino a Libano e Israele. Proviamo a vedere assieme i pro all’intervento e i contro che l’hanno sino ad oggi rinviato. Nessuno lo ha però mai escluso.
La rete è un posto colmo di insidie, soprattutto per i dati e le informazioni riguardanti gli internauti. Gli utenti ora possono scoprire chi li spia mentre passano da un sito all’altro e quanto guadagnano i servizi che tracciano le attività altrui sul web. Tutto questo grazie all’applicazione Privacyfix.
Facebook irraggiungibile dalle 21.30 di questa sera fino alle 22.50: chi dopo cena ha provato a collegarsi al social network, invece che la consueta pagina di login si è visto rispondere con un errore 503, il messaggio che indica l’impossibilità per il server di elaborare la richiesta dell’utente.
Sale la tensione fra Russia e Turchia dopo che ieri sera un aereo charter siriano sulla rotta Mosca-Damasco è stato costretto dal caccia turchi ad atterrare ad Ankara con il sospetto di trasportare un carico di armi. Il velivolo è stato ispezionato per oltre cinque ore e il suo carico sequestrato, prima di ricevere l’ok per il decollo alla volta del capitale siriana. Stamani il ministero degli Esteri di Mosca ha detto “di aspettarsi un chiarimento da Ankara” per un’operazione che ha messo “in condizioni di pericolo” i 17 cittadini russi che si trovavano sull’Airbus A320.
Il rover
Il comandante supremo dell’Esercito nazionale di liberazione libico in passato è stato rapito, torturato dalla Cia e poi consegnato a Muhammar Gheddafi. Sei anni di carcere, sottoposto a continui atti di sadismo e vessazioni. Lo ha rivelato lo stesso Abdel Hakim Belhaj a “IntelNews”. «Pretendo le scuse da parte di America e Inghilterra». Ha poi aggiunto: «Non sono stato il solo. La Cia ci ha consegnato a centinaia al Raìs».
Risultati di portata simile a quella rilevata nella ricerca finanziata dal Governo, effettuata allo SRI e al SAIC, sono stati riprodotti in numerosi laboratori del mondo. Una tale conformità non può essere facilmente spiegata da rivendicazioni di vizio o frode». Per quello che riguarda la fine del programma Star Gate la Utts afferma: «Credo che la fine della guerra fredda ha cambiato le nostre priorità. Penso che la ricerca scientifica dovrebbe essere finanziata dal Governo come qualsiasi altra esplorazione riguardante problematiche di interesse scientifico.