Se il governo ti spia… Google ti avverte!

Software spia

Software spiaMountain View ha deciso di mettere a disposizione degli utenti un nuovo servizio grazie al quale gli internauti verranno avvertiti nel caso in cui le loro abitudini di navigazione dovessero essere spiate tramite sistemi di monitoraggio governativi.

Tale funzionalità è stata pensata in particolare per coloro che vivono in stati dove le autorità limitano la libertà di espressione in Rete, per utilizzarla bisognerà innanzitutto possedere un Google account ed effettuare il login ad una delle piattaforme del colosso di Brin e Page.

Spia privata multiuso business modello Usa

spiaaaa

spiaaaaC’è una discussione faceta e mai risolta su quale sia stato il primo mestiere praticato al mondo: o la prostituzione o lo spionaggio. Io opto per il secondo. Costa meno vendere parole che il proprio corpo. Anche se quei “mestieri primigeni” hanno camminato sovente assieme. Stando almeno ad Aristofane che già 3000 anni fa ci ammoniva: «Chi ha attitudine a fabbricare inganni sa anche riconoscerli e svelarli». Spionaggio e controspionaggio in un colpo solo, anche se il commediografo greco parlava di donne per bocca della sua protagonista Pressagora. Sempre dalla Grecia antica, Plutarco sembra parlare alla nostra attualità. «Come potrebbe la successione dei tempi non diffondere incertezza e oscurità sulla Storia, se nei fatti recenti e che si sono svolti quasi sotto i nostri occhi, il falso si sostituisce al vero?». Chi sa quale telegiornale vedeva allora Plutarco?

FURTI D’IDENTITÀ SU FACEBOOK: È BOOM. OCCHIO ALLA PASSWORD

fb

fbGli hacker puntano sul Social. Prima di fine anno Facebook e Twitter supereranno le email come principale vettore di attacco verso gli utenti privati. Furti di identità, stalking, truffe, pedopornografia. I profili personali, gestiti attraverso i pc, ma soprattutto con gli smartphone e i tablet, sono oramai una delle principali fonti di rischio sia per gli utenti privati che per aziende e organizzazioni. A lanciare l’allarme è il Clusit, l’associazione italiana per la sicurezza informatica, che nel nuovo rapporto gennaio-aprile 2012, presentato ieri a Roma ha registrato un’impennata del cyber crimine.
«In Italia, sette persone su 10 – spiega Paolo Giudice, del Clusit – sono prive delle competenze adeguate per difendersi dai rischi di truffe on line».

Emanuela Orlandi, i servizi segreti e i preti pedofili

emanuelaorlandi-770x513

emanuelaorlandi-770x513La seconda puntata è più ricca di colpi di scena rispetto alla prima. E nella fiction inscenata in questi giorni su Emanuela Orlandi il regista si sta davvero divertendo. Prova ne è un articolo pubblicato sul Corriere della Sera che, come quello di ieri (LEGGI QUI), ritorna, in un eccesso di amarcord, su piste già battute dagli inquirenti negli anni Ottanta. Stavolta tocca ritornare in scena a Giulio Gangi, ex agente del Sisde e oggi dipendente di un ministero con sede all’Eur, che dalla storia ci era uscito qualche tempo fa. Peronaci comincia raccontando dell’entrata in scena dell’agente del Sisde, datandola alla fine di settembre del 1983. Falso: Gangi entrò in casa portando il registratore Geloso con cui venne impressa nei nastri la telefonata di “Mario”, arrivata pochi giorni dopo il sequestro della ragazza vaticana. Ma è vero, invece, che Gangi promise quello che oggi Peronaci (e Pietro Orlandi) racconta:

Tavaroli: “L’ad di Telecom Buora mi chiese di spiare il vicedirettore del Corriere”

tavaroli2

tavaroli2C’era anche l’ex amministratore delegato di Telecom Italia Carlo Buora tra coloro i quali nel 2004 commissionarono lo spionaggio ai danni del vicedirettore del Corriere della Sera, Massimo Mucchetti. Lo ha affermato l’ex capo della security di Telecom, Giuliano Tavaroli, sentito nell’aula bunker di San Vittore come testimone-imputato di procedimento connesso nel processo sui dossier illegali di Telecom. Tavaroli ha invece citato l’allora presidente di Telecom Marco Tronchetti Provera come “committente” del dossier sul fondo “Oak“, che c0involse il partito dei Ds, escludendo comunque che fosse intenzione del top manager ottenere informazioni riservate su quel partito (leggi il blog di Peter Gomez sul ruolo di Tronchetti Provera nella vicenda).

“Un venerdì sera sono stato convocato in via Negri (negli uffici della presidenza di Telecom, ndr), dove mi fecero vedere un articolo del Mondo che ipotizzava la cessione del gruppo Pirelli Cavi“, ha raccontato Tavaroli a proposito del caso Corriere.

Brindisi, fermato il killer di Melissa Ha confessato, ma è giallo sul movente

killer-brindisi-attentato

killer-brindisi-attentatoSi chiama Giovanni Vantaggiato, 68enne di Copertino (Lecce). È il titolare di un deposito di carburante agricolo, è sposato e ha due figlie, ma la mattina del 19 maggio avrebbe piazzato una bomba artigianale (tre bombole di gpl collegate ad un timer costruite da lui stesso) davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi.

I pm ne sono certi: dopo lo scivolone sull’ex militare interrogato e poi rilasciato (ma non senza evitargli il linciaggio mediatico), stavolta le indagini hanno portato sulla pista giusta. “Ha confessato” ha annunciato ieri sera il procuratore della Dda di Lecce Catalfo Motta tra gli applausi della folla, assiepatasi davanti alla procura quando si è diffusa la notizia del fermo.

Intercettazioni: adesso nemmeno Skype è immune

skype-258x258

skype-258x258Skype aperto alle intercettazioni delle procure mondiali? E’ sempre più probabile. Lo dice Kostya Kortchinsky, uno dei più esperti ingegneri di Skype, dalle pagine del suo blog. La notizia che sta facendo il giro del mondo ha già turbato i sonni di internauti e cyber criminali ma anche di criminali ‘comuni’ che ormai da tempo si sono affidati alle telefonate via internet ritenute più sicure rispetto ai cellulari o alle linee fisse.
Che cosa ne resterà dell’ultimo vessillo di web democracy se dovesse finire sotto il tiro di Fbi ed autorità internazionali?
Ciò che rende vulnerabile il sistema e penetrabile alle intercettazioni è una modifica della rete di comunicazione. Fino a poco tempo fa grazie all’architettura P2P ed gli algoritmi proprietari e mai divulgati (in sostanza il codice era criptato), nessuno aveva le chiavi d’accesso al mondo Skype.

S. Matteo, telecamera nel bagno per spiare le specializzande

telecamerainbagno

telecamerainbagnoUn rumore sordo, un “pluf” sospetto appena varcata la soglia del bagno. La specializzanda della clinica Oculistica del San Matteo si è avvicinata ai sanitari per vedere meglio. Non poteva credere ai suoi occhi: nell’acqua galleggiava un oggetto quadrato, con una lucina lampeggiante. Una videocamera ancora accesa.

Qualcuno aveva piazzato una piccola telecamera nel bagno riservato ai medici specializzandi donna, al pian terreno della clinica oculistica. Ma l’aggeggio, a quanto pare fissato in modo maldestro a una parete della stanza, si è staccato. La giovane dottoressa, dopo aver superato la sorpresa e l’imbarazzo, ha avvertito la sorveglianza interna dell’ospedale.

L’apparecchio è stato prelevato e sequestrato dai responsabili della sicurezza che hanno già aperto un’indagine interna per risalire al proprietario della videocamera.

Gli Usa: l’Iran ha uranio per parecchie bombe atomiche

iran66

iran66Torna a salire la tensione nel Golfo Persico. Il rappresentante americano all’Agenzia internazionale per l’energia atomica(Aiea) Robert Wood ha detto che l’Iran ha a disposizione uranio sufficiente “per fabbricare parecchie bombe nucleari”.

Le sanzioni imposte al regime degli Ayatollah finora non hanno ottenuto risultati. L’Iran continua a esportare prodotti non petroliferi in più di cento paesi e punta a quasi raddoppiare nell’anno in corso, portandole da da 41 a 70 miliardi di dollari. Il programma nucleare iraniano continua, ufficialmente a scopo pacifico. Ma molti sono i timori che la repubblica islamica si doti di armi nucleari.

Il virus 007 che spia gli iraniani

virus iran

virus iranÈ molto difficile fermare il programma nucleare iraniano con un attacco militare. Ma la guerra è già iniziata, da anni, su un fronte invisibile: quello dell’informatica. Nel 2010, gli iraniani ebbero una brutta sorpresa: il software pirata “Stuxnet” era riuscito a fermare l’impianto di Natanz per l’arricchimento dell’uranio. Nello stesso periodo ne ebbero un’altra: un secondo virus informatico, chiamato “Duqu” permetteva a ignote spie di trafugare i loro dati. Adesso hanno fatto una terza brutta scoperta: da almeno due anni a questa parte, sta agendo nei loro computer un super-virus, ribattezzato “Flame”.

Teheran ha denunciato solo questa settimana l’infezione dei computer del suo Ministero del Petrolio e della sua Compagnia Petrolifera Nazionale e ha chiesto aiuto alla Russia.