Password dimenticate? Recuperale così!
Sarà capitato a tutti di dimenticare la password per leggere la posta, entrare in chat o aprire un documento. Gli sforzi di memoria, di questi tempi, sono all’ordine del giorno. Bene, per tutti gli smemorati del mondo, ecco una raccolta dei migliori strumenti gratuiti per rientrare in possesso delle parole magiche che ti aprono le porte del computer e del web.
Area hacker – Il paradiso degli strumenti per recuperare password dimenticare è sicuramente NirSoft. A patto di non usarli per crakkare le password altrui, come tiene a precisare la software house, tutti i tool per aspiranti hacker sono completamente gratuiti. Ce n’è per tutti i gusti, e soprattutto esigenze. Mail PassView, per esempio, è in grado di “scovare” le parole chiave per accedere ai vari programmi di posta elettronica installati sul computer come Outlook, Windows Live Mail, Mozilla Thunderbird ed IncrediMail, mentre MessenPass si preoccupa di tirare fuori quelle dei principali client di messaggistica istantanea tra cui Windows Live Messenger, Yahoo! Messenger, Google Talk e ICQ Lite.
Il nuovo diario di Facebook può piacere o non piacere,
Probabilmente non te ne accorgi neppure, ma i tuoi dati sensibili formano una nuvola d’informazioni che vaga incontrollata per il web e non puoi mai sapere dove vada a finire. Ecco svelati tutti gli spioni del mondo nell’era post-computer.I rischi per strada – Le minacce per la privacy sono molteplici e hanno diversi gradi di gravità: per capirci, non è confrontabile il pericolo rappresentato dal furto di una foto su Facebook con quello delle coordinate bancarie. In prima battuta, infatti, ci sono rischi più leggeri, a cui tutti siamo inevitabilmente esposti. Ormai, per esempi, non esiste luogo pubblico che non sia disseminato di sistemi di videosorveglianza e anche per strada è tutto un susseguirsi di strumenti di monitoraggio, tra
A tutti sarà venuta la tentazione di smascherare i più assidui frequentatori del proprio profilo su Facebook. E uno degli stratagemmi è sfruttare l’opera dei sofisticati algoritmi del social network. Non è una scienza esatta ma c’è chi dice che funzioni.Amici di destra– Il luogo più ovvio, ma spesso trascurato, è la lista di amici visualizzati nel riquadro di destra nel tuo diario. Come li sceglie Facebook? Il Centro assistenza del social network informa che questa sezione cambia in continuazione e “può includere gli amici con cui interagisci più spesso nei post in bacheca, nei commenti e negli eventi a cui partecipate entrambi. Tuttavia, Facebook non seleziona gli amici da visualizzare in base ai profili che tu scegli di visualizzare o a coloro con cui interagisci nei messaggi e nella chat.” Non ho ben capito cosa voglia dire… ma mi adeguo.
Telecomando Spy con ingresso USB invisibile
Facebook
Sono volatili migratori dal piumaggio coloratissimo, abituati a incrociare le rotte del Medio Oriente e dell’Asia centrale. E di solito attirano l’attenzione di ornitologi od osservatori dilettanti. Ma in questa stagione i gruccioni rischiano di fare inopinatamente le spese del clima di sospetto venutosi a creare fra Turchia e Israele, un tempo alleati strategici nella regione. Ad Ankara sono ormai additati niente meno che come fantomatiche spie sioniste: per colpa di piccoli dispositivi di rilevamento i quali – si azzarda – potrebbero essere state agganciati alle loro zampette da oscuri 007. La stampa israeliana riprende oggi la vicenda in toni piu’ faceti che seri. Ironizzando sulla psicosi di questi molto presunti ‘Angry Birds’ targati Mossad. Stando al tabloid Yediot Ahronot, tutto sarebbe nato dal banale ritrovamento in Turchia di un povero gruccione morto. Esaminato da qualche curioso, il volatile (Merops Apiaster, secondo il linguaggio scientifico) ha rivelato attorno a una zampa un anellino con la scritta Israele.
Nella basilica di Sant’Apollinare sono in corso verifiche per stabilire se dietro una seconda parete ci possano essere intercapedini con altre nicchie nascoste
Che la frequentazione dei social network, con in testa Facebook – la madre di tutti i social – possa causare una sorta di dipendenza è evidente, senza bisogno di scomodare un qualsiasi studio ad hoc: basta analizzare se stessi o le persone che si conoscono e che utilizzano questo mezzo per rendersi conto che è davvero così. Spesso, infatti, non si riesce a resistere dal dover controllare la propria pagina almeno una volta al giorno e, altrettanto spesso, dedicarci molto di più di quei “cinque minuti” che ci si erano riproposti.