Come non farsi rubare l’identità/ Ecco le regole da seguire per proteggere le proprie password online e stare lontani dalle truffe
Dopo i recenti allarmi di phishing e intrusioni sui social network – l’ultimo caso è il furto di sei milioni di password su LinkedIn – GFI Lab, società specializzata in sicurezza informatica, pubblica le “regole base” per non diventare vittime di furti di identità e truffe online tutelando i propri dati personali. La prima? Cambiare spesso le password, perdendo l’abitudine di creare e usare la stessa password per tutto quello che facciamo online.
Le regole per proteggere i propri dati su internet
1. Cambiate spesso la password.
Una volta al mese è la frequenza ideale. In alcuni uffici non è possibile riutilizzare una password già usata nei 12 mesi precedenti e questo mette al sicuro i dati aziendali da rischi online.
Cosa fa tuo figlio con il cellulare? Fa per caso sexting? Oppure semplicemente ha aggiunto un contatto a te sgradito alla propria rubrica? O magari lo tiene acceso a scuola, nelle ore in cui è vietato? Basta dubbi d’ora in poi: con un innovativo servizio dedicato alla telefonia mobile papà e mamma potranno
Nel panorama politico e giuridico sono pochi gli esponenti o gli intellettuali che hanno preso posizione contro l’uso distorto delle intercettazioni e soprattutto sugli ‘abusi’ che vengono fatti dalla magistratura attraverso questo strumento. Fra i pochi ad assumere una linea garantista c’è certamente l’avvocato Guido Calvi, membro laico del Csm.
I ribelli dell’esercito siriano libero, coloro che da 15 mesi combattono il regime di Bashar al-Assad, sarebbero stati armati dagli stati arabi del Golfo, in particolare da Arabia Saudita e dal Qatar. Le armi sarebbero entrate in Siria attraverso la Turchia grazie al sostegno dell’intelligence turca. A dirlo è il quotidiano britannico Independent,secondo cui i siriani avrebbero ricevuto anche carichi di kalashnikov, granate da lanciarazzi e armi anticarro.
Sollevando di poco il velo sull’impressionante potenza dei mezzi a sua disposizione, l’intelligence Usa ha fatto un prezioso dono alla Nasa: due telescopi grandi come il mitico Hubble, che finora sono stati usati militarmente per spiare la terra dallo spazio ma che presto potranno essere ‘riciclati’ per spiare lo spazio dalla terra.
Gli Stati uniti stanno allargando la loro rete segreta di basi aeree in Africa allo scopo di raccogliere informazioni più complete su al Qaida e altri gruppi estremisti. Secondo quanto riferisce oggi il Washington Post, la sorveglianza del territorio viene compiuta grazie a piccoli e sofisticati aerei dotati di sensori nascosti, capaci di volare per migliaia di chilometri.
Recenti fatti gravi di cronaca hanno portato l’attenzione della opinione pubblica sui Servizi Segreti del nostro Paese. Per fare un po’ il punto del loro stato abbiamo intervistato Aldo Giannulli , docente di Storia Contemporanea alla Statale di Milano. E’ stato consulente parlamentare delle commissioni sulle stragi (dal 1994 al 2001). E’ tra i maggiori studiosi dell’intelligence italiana. Autore di numerose pubblicazioni, tra cui l’importante saggio “Come funzionano i servizi segreti” (Ed. Ponte alle Grazie).
Un potenziamento graduale
Da quando sono state inventate le reti Wi –Fi privacy e sicurezza sono state messe a dura prova dalla facilità con cui malintenzionati, anche non dei veri e propri hacker, riescono a carpire il segnale e ad entrare nelle reti all’interno degli edifici anche se criptate, con le conseguenze del caso in termini di sottrazione di dati o semplicemente per utilizzare la connessione internet altrui a iosa.Al di là della qualificazione giuridica e delle ovvie sanzioni penali previste per chi sottrae dati da altri o naviga in rete sfruttando l’altrui connessione, vale la pena di ricordare, che per far fronte a tali problemi è stato realizzato in Francia un tipo di rivestimento ad un prezzo accessibile che scherma il segnale wireless salvaguardando la ricezione e la trasmissione di altri tipi di onde tipo quella del cellulare.
Negli Stati Uniti è allarme per la mancanza di esperti di sicurezza sia in azienda sia in ambito governativo. Le agenzie di intelligence e l’esercito stanno cercando di promuovere corsi di formazione nelle università più prestigiose, ma sembra che il problema sia destinato a continuare.