Tre poliziotti arrestati per estorsione
Una presunta estorsione che ieri mattina ha portato in carcere a Rebibbia tre poliziotti del Commissariato Tor Pignattara accusati pure di rapina, sequestro di persona, lesioni e omissione di atti d’ufficio nell’ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pm Laura Condemi e firmata dal gip Aldo Morgigni. Loro sono tre investigatori della squadra giudiziaria: l’ispettore Michele Delicato, l’assistente capo Roberto Aresu e l’assistente Gabriele Lorenzetti. Tre persone di esperienza (a fine anno l’ispettore va in pensione), premiati con diversi attestati di benemerenza, contro i quali punta il dito una coppia. Lui, Roberto Ciarambino, 58 anni, commerciante, in passato coinvolto in varie inchieste delle forze dell’ordine, anche per droga. Lei, Sonia Mezzana, la moglie, ha un negozio di animali in zona. I coniugi hanno sporto denuncia ai carabinieri della Compagnia Casilina, passata in seguito ai colleghi della Squadra mobile della Questura, come in questi casi vuole la prassi. L’indagine è stata portata avanti dal precedente dirigente Vittorio Rizzi, giunta fino all’ordinanza col successore Renato Cortese.
Si conclude con scarsi risultati la votazione mondiale messa in atto da Facebook per conoscere il parere degli utenti sulle proposte di modifica della Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità (DDR) e della Normativa nell’utilizzo dei dati. In sostanza, il voto riguardava la modifica della policy relative alla privacy del social network.
Aveva trasformato il cellulare della sua ex fidanzata in una potentissima spia capace, in ogni momento, di rivelare dove si trovava la donna, con chi stava parlando o messaggiando e addirittura quello che stava dicendo o scrivendo. Alla fine è stato tradito da un codice apparso sul telefonino della signora. Ieri mattina l’imprenditore Mirco Biserni di 55 anni, residente a Forlì, ha patteggiato 10 mesi di reclusione per il reato di intercettazioni abusive. Gli spioni «sentimentali» sono avvertiti: cercare tracce dell’infedeltà di lui o di lei usando le nuove tecnologie può costare molto caro.
Due facce della stessa medaglia. Di qua un pezzo da novanta del Ros arrivato da Roma, di là un segugio locale della Digos. Un’accoppiata ideale, senza precedenti, fra due strutture investigative per un’indagine condotta in tandem da polizia e carabinieri. L’ufficiale dell’Arma è Vincenzo Molinese, uomo di punta della squadra Crimini Violenti del Reparto operativo speciale della Benemerita, sceso in Puglia con un seguito di esperti d’investigazione e tecnici «scientifici». Quello della Digos è un agente abituato a controllare, magari allo stadio Di Bari come a Brindisi o Lecce, decine e decine di immagini catturate dalle telecamere di sicurezza, per poi mettere in ordine quelle riprese: una sequenza dopo l’altra, quelle utili separate da quelle insignificanti, fino a quando affiorano tutti gli elementi necessari alle indagini.
La crisi di Facebook arrivò, come in tutte le storie d’amore che si rispettino, con il fatidico settimo anno. Prima ancora del flop di Wall Street. Prima ancora degli impietosi racconti di Mark “Tirchio” Zuckerberg che non riusciva a farsi amico più neppure un cameriere: lasciandogli di mancia, in viaggio di nozze pochi giorni fa a Roma, quella cifra che pericolosamente riecheggia il margine di profitto dell’ex social network delle meraviglie – zero. La crisi di Facebook arrivò, come in tutti i disastri che si rispettino, tra gli allarmi inascoltati dai soliti furbetti, capitanati dai banchieri senza scrupoli che da Goldman Sachs a Morgan Stanley pregustavano già il 2.2 per cento che avrebbero portato a casa sulla “quotazione del secolo”.
Software spia: quanto è insicura la navigazione su Google
Mountain View ha deciso di mettere a disposizione degli utenti un nuovo servizio grazie al quale gli internauti verranno avvertiti nel caso in cui le loro abitudini di navigazione dovessero essere spiate tramite sistemi di monitoraggio governativi.
C’è una discussione faceta e mai risolta su quale sia stato il primo mestiere praticato al mondo: o la prostituzione o lo spionaggio. Io opto per il secondo. Costa meno vendere parole che il proprio corpo. Anche se quei “mestieri primigeni” hanno camminato sovente assieme. Stando almeno ad Aristofane che già 3000 anni fa ci ammoniva: «Chi ha attitudine a fabbricare inganni sa anche riconoscerli e svelarli». Spionaggio e controspionaggio in un colpo solo, anche se il commediografo greco parlava di donne per bocca della sua protagonista Pressagora. Sempre dalla Grecia antica, Plutarco sembra parlare alla nostra attualità. «Come potrebbe la successione dei tempi non diffondere incertezza e oscurità sulla Storia, se nei fatti recenti e che si sono svolti quasi sotto i nostri occhi, il falso si sostituisce al vero?». Chi sa quale telegiornale vedeva allora Plutarco?
Gli hacker puntano sul Social. Prima di fine anno Facebook e Twitter supereranno le email come principale vettore di attacco verso gli utenti privati. Furti di identità, stalking, truffe, pedopornografia. I profili personali, gestiti attraverso i pc, ma soprattutto con gli smartphone e i tablet, sono oramai una delle principali fonti di rischio sia per gli utenti privati che per aziende e organizzazioni. A lanciare l’allarme è il Clusit, l’associazione italiana per la sicurezza informatica, che nel nuovo rapporto gennaio-aprile 2012, presentato ieri a Roma ha registrato un’impennata del cyber crimine.
La seconda puntata è più ricca di colpi di scena rispetto alla prima. E nella fiction inscenata in questi giorni su Emanuela Orlandi il regista si sta davvero divertendo. Prova ne è un articolo pubblicato sul Corriere della Sera che, come quello di ieri (