Micro Registratore Vocale Digitale
Durata della batteria in modalita’ registrazione, in ore: fino a 8 mesi in modalita’ stand-by (oltre 300 ore in modalita’ VAS, segnale audio sotto soglia)
Questo micro registratore vocale e’ stato pensato per la registrazione professionale di messaggi vocali su memoria flash.
Il DVR vanta dimensioni e peso estremamente contenuti, un tempo di registrazione elevato (fino a 300 ore con un sample rate di 8 kHz e una compressione ADPCM a 2 bit), consumi energetici bassissimi nonche’ un microfono incorporato ad elevata sensibilita’.
In dotazione micro registratore vocale anche un orologio tempo reale integrato, un calendario e un timer di accensione.
Non si sblocca il negoziato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla risoluzione presentata dagli occidentali che minaccia nuove sanzioni contro il regime di Damasco. La Russia ha già annunciato che opporrà il suo diritto di veto e numerose fonti diplomatiche si attendono che anche la Cina faccia altrettanto. “Andiamo verso un doppio veto russo e cinese”, ha confermato un diplomatico occidentale, secondo il quale Mosca non riuscirà comunque a raccogliere il consenso di nove dei 15 paesi membri del Consiglio necessario per l’approvazione della sua bozza di risoluzione. Quest’ultima prevede il rinnovo del mandato degli Osservatori Onu in Siria, in scadenza il prossimo 20 luglio, ma non fa riferimento ad alcuna sanzione contro il regime di Damasco.
Quante persone, in tutto il mondo, si ammaleranno di tumore nei prossimi 50 anni a causa dell’incidente nucleare di Fukushima, il
Un conflitto di attribuzione sollevato davanti alla Consulta nei confronti della Procura di Palermo: Giorgio Napolitano passa alle vie di fatto, per fare chiarezza su una vicenda diventata terreno non solo di strumentalizzazioni contro la sua persona ma soprattutto di violazione della Costituzione. Il filone è quello della trattativa Stato-mafia (vedi articolo in basso), ma la lesione delle prerogative del Colle sta in quelle intercettazioni indirette che lo vedono coinvolto e che la Procura di Palermo ha gestito contro le norme costituzionali. È su questo punto che il Quirinale ha scelto lo scontro pur di non transigere rispetto alla tutela dello Stato di diritto e del rispetto della Costituzione che bilancia i diversi poteri dello Stato. Una decisione nata soprattutto per non dare spazio a un precedente pericoloso per la vita repubblicana.
Facebook controlla post e chat dei propri utenti effettuando una scansione dei contenuti grazie a un softwaread hoc. A dirlo è lo stesso social network, affidandosi alle parole di Joe Sullivan, a capo dell’ufficio di sicurezza, in un’intervista a
Il gruppo di hacker Anonymous ha dichiarato guerra ai siti di chat segreti utilizzati dai pedofili per scambiarsi le proprie immagini. Il famoso collettivo anonimo di hacker (più volte criticato dalle forze dell’ordine americane e britanniche) ha pubblicato un video su YouTube annunciando la campagna, denominata Operation PedoChat.
Invece di perseguire in tribunale gli hacker più abili, il governo statunitense farebbe meglio a reclutarli per lanciare degli attacchi informatici contro i terroristi islamici e altri avversari: lo ha dichiarato John Arquilla, esperto di difesa della scuola della Marina statunitense – e inventore del termine “Cyberguerra”.
Temeva di essere intercettato nell’istituto scolastico che aveva tenuto a battesimo, dopo aver aperto la porta del suo ufficio ai carabinieri per una perquisizione: Marco Macchitella, patron della “Icos”, avrebbe lanciato un Sos ai suoi collaboratori.
Una caccia di 15 anni si è conclusa nei giorni scorsi quando i reporter del “Sun” hanno finalmente localizzato in un elegante quartiere di Budapest il «criminale nazista più ricercato»: Laszlo Csizsik-Csatary, 97 anni. A dare l’annuncio è stato oggi il settimanale britannico, poco dopo da Gerusalemme è giunta la conferma del Centro Wiesenthal di documentazione dei criminali nazisti, che l’anno scorso aveva dato ai reporter britannici indicazioni per localizzarlo. Le stesse informazioni erano state inoltrate allora anche alla magistratura ungherese, ha spiegato Efraim Zuroff, direttore della sezione israeliana del Centro Wiesenthal.
Una vasta operazione di monitoraggio delle conversazioni, messa in piedi da Facebook e altre piattaforme social per segnalare agli ufficiali di polizia le più disparate attività criminose. L’esclusiva ha fatto rapidamente il giro del web specializzato, a partire da