Il super-virus e il misterioso Stato hacker
C’è uno Stato che ha dichiarato guerra cibernetica al mondo. Da anni sta spendendo enormi risorse per sviluppare virus informatici sofisticatissimi allo scopo di sabotare e spiare le istallazioni sensibili dei propri nemici. Ancora non si conosce il nome di questo Paese, ma gradualmente si stanno scoprendo le sue armi e i loro effetti. L’ultima si chiama Flame (fiamma), un “malware” chiamato anche Skywiper o Flamer, che ha stupito gli addetti ai lavori per la sua complessità. Gli stessi scopritori non hanno esitato a definirla “la più complessa tra tutte le cyber-minacce scoperte finora”. Un software talmente avanzato che solo uno Stato, un esercito o un’agenzia governativa avrebbero le risorse per crearlo.
I Kaspersky Lab hanno annunciato la scoperta di un nuovo e sofisticato malware utilizzato per compiere attacchi in diversi paesi. Il suo nome completo è Worm.Win32.Flame e può essere senza dubbio definita come la più pericolosa arma per lo spionaggio informatico mai creata, più potente di Duqu e Stuxnet, con i quali condivide molte caratteristiche, come l’area geografica e gli obiettivi.
Secondo il GIP di Cremona molti degli indagati coinvolti nel calcio scommesse per sfuggire alle intercettazioni delle Forze dell’Ordine hanno fatto ricorso a sistemi sicuri di comunicazione digitale come Skype e simili.
L’autore del trojan bancario chiamato SpyEye è sparito dalla circolazione (così pare), ma la sua creazione è ancora in giro per rete che miete vittime e non accenna ad arrestarsi grazie al suo utilizzo da parte dei criminali informatici a livello globale.
ROMA Caput Mundi, e ora anche capitale dei virus informatici. L’ultimo Internet Security Threat Report, stilato da Symantec sulla diffusione a livello mondiale di malware nel 2011, attribuisce alla città eterna un nuovo primato. Roma risulta infatti essere al primo posto, come pure l’intera Penisola, per numero di bot nei Paesi dell’area Emea (Europa, Medio oriente e Africa) e la seconda al mondo, subito dopo Taipei a Taiwan.
SE AVETE IN PROGRAMMA un viaggio negli Stati Uniti, potrebbe essere il momento di aggiornare le protezioni del computer portatile. Ad avvisare chi arriva negli Usa è l’FBI: “Gli hacker hanno individuato come obbiettivo le persone che entrano negli Usa e utilizzano per ingannarle falsi pop-up che compaiono durante le connessioni in Rete dagli alberghi”.
Non è solo l’interesse degli investitori che Facebook sta riscuotendo in questi giorni. Un’attenzione particolare infatti la stanno riservando anche i malintenzionati in Rete. Se qualcuno avesse ricevuto un’email che chiede se si desidera cancellare il proprio profilo Facebook, sappia che è necessasrio prestare molta attenzione, poiché si tratta di un fake.
Roma – Un’edizione speciale in diretta su YouTube, con un nuovo
La legge vieta di installare programmi e software capaci di “spiare” i dipendenti. Pare che la Polposte abbia sequestrato alcuni computer e recuperato diversi programmi e altro materiale software. Un giovane commercialista di Imperia avrebbe “spiato” e monitorato costantemente i suoi dipendenti durante il loro lavoro attraverso un programma informatico che registrava ogni passaggio o collegamento a internet.