Musulmano e spia: Rahman e le nuove ombre sull’antiterrorismo Usa
Shamiur Rahman ha 19 anni ed è un cittadino americano di origini bengalesi. Vive a New York e, fino a pochi giorni fa, conduceva una doppia vita: giovane musulmano modello per gli amici, informatore e spia nella comunità islamica cittadina per la polizia di New York. Rahman ha raccontato la sua storia ad Adam Goldman e Matt Apuzzo di Associated Press (AP), facendo cadere la propria copertura e deciso a tornare a riconquistare la fiducia della gente che ha “usato per fare soldi”. E negli Stati Uniti si riapre la polemica sui mezzi non convenzionali che il New York Police Department (NYPD) ha utilizzato dall’11 settembre 2001 in poi per contrastare il terrorismo islamico in patria.
La misteriosa “Amina”, bionda terrorista di Al Qaeda di origini croate che sarebbe appena rientrata in patria dallo Yemen per preparare attentati, ha ritrovato la sua vera identità: in realtà si chiama Irena Horak, ha 35 anni e fino a cinque anni fa a Zagabria si comportava come una ragazza ammodo, molto cattolica, che faceva parte perfino del coro della sua chiesa. La storia della terrorista viene ricostruita dal “Vecernji List” che ha interrogato molti dei suoi vecchi amici ed ha tentato di raggiungere anche i genitori, che però hanno rifiutato ogni contatto.
Un milione di account acquistati per 5 dollari. E’ questa la figuraccia che Facebook (foto:infophoto) ha cercato inutilmente di nascondere, svelata al Web dal blogger ceco Bogomil Shopov e che promette di creare un altro terremoto in casa Zuckerberg.
Serpico
Il capoufficio spione che legge abusivamente la posta elettronica dei propri subordinati può essere condannato penalmente. Secondo la Corte di Cassazione penale anche gli account sono tutelati dalla protezione del cosiddetto «domicilio informatico» indipendentemente dalla natura dei dati contenuti nella casella di posta elettronica.
Il Corvo per eccellenza è Paolo Gabriele, il maggiordomo del Papa che trafugava documenti riservati per girarli alla stampa. Che poi fosse solo lui non ci credono in molti. Ma questo è un altro discorso. Fatto sta che, a quanto pare, Corvi o divulgatori di anonimi sono all’opera anche dentro i nostri servizi segreti, che fanno trapelare storie di ordinaria malagestione, di amici, raccomandati, ruberie. E ora un’alta istituzione dello Stato ha recentemente chiesto spiegazioni in ordine ad una serie di trasferimenti avvenuti da poco all’interno dell’antiproliferazione, l’unità dell’Aise che si occupa di questioni legate ai traffici nucleari e alla guerra atomica.
Uno dei peggiori incubi di chiunque frequenti Facebook è venir derubato del proprio account e di tutti i dati personali. Ecco qualche consiglio per evitare di farti rubare il profilo e qualche “dritta” per rendere più sicuro il tuo accesso a Facebook.
L’annuncio è stato dato ieri sera dalla direzione della sicurezza pubblica giordana, il Psd, che è l’agenzia di controspionaggio del Ministero degli Interni. Prima la cattura di una presunta spia ad Amman, poi, dopo “convincenti” interrogatori, gli altri arresti sia nella capitale sia nella vicina città di Irbid (50 miglia a nord della capitale), e hanno arrestato altri sei siriani.
Il governo francese sta tenendo fitti colloqui segreti con i funzionari americani e occidentali per esplorare la possibilità di concertare un intervento militare in Mali. Tutto nasce dalla ribellione della popolazione tuareg nel nord del Mali all’inizio di quest’anno, culminata con la dichiarazione unilaterale dello Stato Indipendente di Azawad. Il nuovo stato-territorio, che confina con l’Algeria, la Mauritania, il Niger e il Burkina Faso, è controllato dal Movimento Nazionale per la Liberazione del Azawad (Nmla).
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