Facebook Timeline e la gestione della privacy
Il nuovo diario di Facebook può piacere o non piacere, ma ormai è la nuova interfaccia del social network. E molti si chiedono quali informazioni sono pubbliche e quali “riservate”. Ecco qualche trucco per guardare il nostro profilo con gli occhi degli amici o di completi sconosciuti e, se necessario, far sparire tutti i vecchi post dalla pubblica piazza.Caro diario… – Già era complicato impostare la privacy sul tuo vecchio profilo di Facebook, ma adesso con la nuova Timeline è diventato ancora più complicato capire chi vede i tuoi post e chi invece non può farsi gli affari tuoi: tutti, gli amici degli amici o solo gli amici? Ecco, per scoprirlo fai clic sull’icona che ricorda un fiorellino, affianco alla scritta Registro attività, e scegli l’opzione Visualizza come.
Probabilmente non te ne accorgi neppure, ma i tuoi dati sensibili formano una nuvola d’informazioni che vaga incontrollata per il web e non puoi mai sapere dove vada a finire. Ecco svelati tutti gli spioni del mondo nell’era post-computer.I rischi per strada – Le minacce per la privacy sono molteplici e hanno diversi gradi di gravità: per capirci, non è confrontabile il pericolo rappresentato dal furto di una foto su Facebook con quello delle coordinate bancarie. In prima battuta, infatti, ci sono rischi più leggeri, a cui tutti siamo inevitabilmente esposti. Ormai, per esempi, non esiste luogo pubblico che non sia disseminato di sistemi di videosorveglianza e anche per strada è tutto un susseguirsi di strumenti di monitoraggio, tra
A tutti sarà venuta la tentazione di smascherare i più assidui frequentatori del proprio profilo su Facebook. E uno degli stratagemmi è sfruttare l’opera dei sofisticati algoritmi del social network. Non è una scienza esatta ma c’è chi dice che funzioni.Amici di destra– Il luogo più ovvio, ma spesso trascurato, è la lista di amici visualizzati nel riquadro di destra nel tuo diario. Come li sceglie Facebook? Il Centro assistenza del social network informa che questa sezione cambia in continuazione e “può includere gli amici con cui interagisci più spesso nei post in bacheca, nei commenti e negli eventi a cui partecipate entrambi. Tuttavia, Facebook non seleziona gli amici da visualizzare in base ai profili che tu scegli di visualizzare o a coloro con cui interagisci nei messaggi e nella chat.” Non ho ben capito cosa voglia dire… ma mi adeguo.
Telecomando Spy con ingresso USB invisibile
Facebook
Sono volatili migratori dal piumaggio coloratissimo, abituati a incrociare le rotte del Medio Oriente e dell’Asia centrale. E di solito attirano l’attenzione di ornitologi od osservatori dilettanti. Ma in questa stagione i gruccioni rischiano di fare inopinatamente le spese del clima di sospetto venutosi a creare fra Turchia e Israele, un tempo alleati strategici nella regione. Ad Ankara sono ormai additati niente meno che come fantomatiche spie sioniste: per colpa di piccoli dispositivi di rilevamento i quali – si azzarda – potrebbero essere state agganciati alle loro zampette da oscuri 007. La stampa israeliana riprende oggi la vicenda in toni piu’ faceti che seri. Ironizzando sulla psicosi di questi molto presunti ‘Angry Birds’ targati Mossad. Stando al tabloid Yediot Ahronot, tutto sarebbe nato dal banale ritrovamento in Turchia di un povero gruccione morto. Esaminato da qualche curioso, il volatile (Merops Apiaster, secondo il linguaggio scientifico) ha rivelato attorno a una zampa un anellino con la scritta Israele.
Nella basilica di Sant’Apollinare sono in corso verifiche per stabilire se dietro una seconda parete ci possano essere intercapedini con altre nicchie nascoste
Che la frequentazione dei social network, con in testa Facebook – la madre di tutti i social – possa causare una sorta di dipendenza è evidente, senza bisogno di scomodare un qualsiasi studio ad hoc: basta analizzare se stessi o le persone che si conoscono e che utilizzano questo mezzo per rendersi conto che è davvero così. Spesso, infatti, non si riesce a resistere dal dover controllare la propria pagina almeno una volta al giorno e, altrettanto spesso, dedicarci molto di più di quei “cinque minuti” che ci si erano riproposti.
