Strage in Francia: la famiglia spiata dagli 007
Emergono nuovo particolari sulla strage avvenuta mercoledì sulle Alpi francesi, presso le rive del lago di Annecy, in cui hanno perso la vita 4 persone, mentre due bambine sono sopravvissute.
Secondo quanto riportato dal Daily Mail, Saad al-Hilli, uno degli uomini uccisi nell’agguato e padre delle due bambine scampate alla strage, era costantemente pedinato dagli 007 britannici, sin dal 2003.
Ad confermare tale notizia, la testimonianza di un vicino di casa della famiglia di origini irachene colpita nella strage, residenti in Inghilterra ormai da tempo:
Save the Children cacciata dal Pakistan. Lo staff internazionale deve fare le valigie e lasciare il paese entro il 12 settembre. L’Ong internazionale, che impiega 2000 pakistani, è accusata dal governo di Islamabad di avere aiutato la Cia ad individuare Osama Bin Laden.
Contractors ingaggiati dall’Aise, il serizio segreto italiano e molto probabilmente impegnati in un’operazione congiunta con elementi della Cia. Dopo alcuni giorni emergono nuove indiscrezioni sul “giallo” raccontato da Globalist dei mercenari italiani arrestati a luglio in Libano poco dopo essere rientrati dalla Siria. Quattro armati con regolari passaporti italiani intestati a cittadini dal nome anglofono, prima fermati e interrogati dagli 007 del Libano e poi rilasciati dopo l’intervento dall’ambasciatore statunitense a Beirut, Maura Connelly e di personale della stessa ambasciata italiana.
Il primo organismo di intelligence della storia italiana fu istituito agli inizi del Novecento allo scopo di provvedere alla raccolta e all’analisi delle informazioni con finalità prevalentemente militari: era l’Ufficio I dello Stato Maggiore dell’Esercito, che svolgeva funzioni di supporto informativo per il Comando Supremo.
Come si travestivano le spie tedesche prima della caduta del Muro per non attirare attenzione? Il
Il Maggiore generale Uri Saguy (aka Uri Sagi), che era a capo della direzione delle operazioni dell’Idf durante la guerra in Libano del 1982, e capo dell’intelligence militare dal 1991 al 1995, ha messo in guardia da “un orchestrato stato di isteria sulla questione nucleare iraniana che pone il paese in uno stato di ansia artificiale”. Saguy, che ha rassegnato le dimissioni dalla Idf nel 1995 a causa di un conflitto tra lui e il capo di stato maggiore generale, ha aggiunto che “sarebbe un errore se Israele usa la sua forza ora, per contrastare il potenziale nucleare iraniano”. La sostenza del messaggio di Uri Saguy, prende atto “Ha’aretz ‘s Amir Oren”, è che i cittadini di Israele non possono fidarsi di Ministro della Difesa Ehud Barak e del primo ministro Benjamin Netanyahu.
Scoperte nella sede tedesca della Nato due spie russe mentre scaricavano dati dai computer. Attualmente l’organizzazione sta rivedendo l’intero sistema di siscurezza dopo che in una settimana sono state scoperte ben due spie russe mentre sottraevano in Germania informazioni dai computer. Secondo quanto appreso dal Times la prima spia è un dipendente civile dell’Alleanza atlantica nella base tedesca di Ramstein, a cui la Cia russa aveva offerto 10 milioni di dollari per informazioni classificate mentre invece la seconda sarebbe un pilota di elicotteri tedesco di Laupheum che avrebbe fornito informazioni a un giornalista circa le operazioni tedesche in Afghanistan.
La Nato sta rivedendo i suoi sistemi di sicurezza dopo aver scoperto due spie in una settimana in Germania che scaricavano dati top-secret da alcuni computer. Stando a quanto riportato oggi dal Times, la prima spia è un dipendente civile dell’Alleanza atlantica nella base tedesca di Ramstein, a cui l’intelligence russa era pronta a offrire 10 milioni di dollari in cambio di informazioni classificate. La seconda è un pilota di elicotteri tedesco di Laupheum, nel sud della Germania, che avrebbe passato informazioni sulle operazioni tedesche in Afghanistan a una giornalista.
Segreti al volo e in viaggio. La situazione è complessa e il linguaggio è da specialisti. Sperando di aver capito, proviamo a riferire grazie a Timothy W. Coleman e a intelNews.org. Negli Stati Uniti, il quotidiano Brief Presidente (Ppb), definito “il più alto livello di analisi di intelligence rivolto alle questioni fondamentali della sicurezza nazionale e le preoccupazioni del presidente”, è sempre più coinvolto nel passaggio al digitale. Del resto, è digitale gran parte del prodotto dalla comunità di intelligence degli Stati Uniti in generale. Secondo quanto rivela Defense News, “Il Presidente e i suoi alti funzionari vogliono ottenere un unico dispositivo mobile che consenta loro di accedere ai dati altamente classificati e non classificati ovunque si trovino”. Il desiderio di non essere legati ad una scrivania e al sistema Dati Sensibili vincolato a compartimenti e uffici (Scif).
Il massacro dei 16 militari egiziani domenica scorsa sulla frontiera tra la Striscia di Gaza e Israele ha provocato una repentina mossa da parte del presidente dell’Egitto Mohammed Morsi, che ha deciso di dare il ben servito al capo dell’intelligence Murad Muwafi e al governatore della regione del Nord del Sinai. A riferire la notizia è stata la Tv satellitare al-Jazeera, spiegando che Morsi ha chiesto inoltre al ministro della difesa di sostituire il comandante della polizia militare.