Spionaggio inquieto sulla Siria
Cipro non vuole essere base d’ascolto spionistico della Gran Bretagna a favore dei ribelli siriani. Intanto esce fuori che Bin Laden poteva essere ucciso prima dell’11 settembre.
La difesa d’attacco. Cipro si arrabbia e vuole risposte dal Regno Unito sullo spionaggio elettronico verso la Siria. Il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Cipro, Erato Kozakou-Marcoullis, ha chiesto alle autorità britanniche chiarimenti sulle notizie stampa (in Italia Globalist) secondo cui le installazioni militari del Regno Unito a Cipro stanno fornendo intelligence ai ribelli siriani.
Israele non ha mai escluso l’opzione militare per impedire all’Iran di dotarsi della bomba atomica, l’arma totale per la distruzione del “nemico sionista”. Secondo i media israeliani, ora quell’opzione è più vicina, uno sbocco drammatico figlio della crescente sfiducia dei dirigenti israeliani nell’efficacia delle sanzioni internazionali, del lavoro degli ispettori dell’Aiea, della rete diplomatica.
Scrive Haaretz che «i promotori dell’iniziativa [contro gli impianti nucleari iraniani], il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della difesa Ehud Barak, non sono riusciti a superare il primo ostacolo per ottenere una maggioranza a favore della loro posizione fra gli otto principali ministri del governo, il cosiddetto “ottetto”». Secondo l’editoriale, «la loro attuale campagna mediatica, volta a reclutare il sostegno dell’opinione pubblica a favore di un attacco, ha il solo scopo di mostrare agli oppositori che la linea Barak-Netanyahu rispecchia la volontà della gente». E conclude: «L’Iran non otterrà la bomba atomica nel prossimo anno e, benché agire contro di esso possa rivelarsi necessario in futuro, oggi non è una necessità urgente. Le armi nucleari iraniane sono pericolose per Israele, ma la demagogia è altrettanto pericolosa».
Israele si attrezza contro un eventuale attacco missilistico anche attraverso un sms di avviso alla popolazione, mentre fonti del governo di Benyamin Netanyahu assicurano che l’Iran è prossimo a dotarsi di un’arma atomica avendo accelerato il lavoro per la costruzione di testate nucleari. Ma l’ex premier Ehud Olmert getta acqua sul fuoco e invita Israele a non trattare la questione con “isteria”. Da ieri, e fino a giovedì, l’esercito ha avviato un test: “The Home Front Command, mobile alerts system test”, (Comando difesa interna, test sistema allerta mobile), accompagnato da un numero seriale è l’sms in quattro lingue – arabo, ebraico, inglese e russo – che arriverà sui telefoni cellulari di centinaia di migliaia di persone nel Paese. Giovedì il giorno clou, quando la copertura nazionale sarà totale.
Per capire cosa rappresenta la Siria nello scacchiere medio orientale, bisogna analizzare ogni singolo tassello e i puzzle che si intrecciano.
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il ministro della difesa Ehud Barak sono determinati ad attaccare le infrastrutture atomiche in Iran questo autunno, prima cioé delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Lo anticipa con un titolo a tutta pagina il quotidiano Yediot Ahronot.
In concomitanza con l’aggravarsi della situazione in Siria e con la crescente minaccia di una soluzione militare esterna per rovesciare il regime di Damasco, la retorica bellicista del governo israeliano nei confronti dell’Iran, il principale alleato del presidente Assad, negli ultimi giorni sta assumendo toni sempre più minacciosi. Anche se importanti esponenti dell’apparato militare e dell’intelligence israeliana si sono mostrati contrari ad un attacco unilaterale contro le installazioni nucleari della Repubblica Islamica, il premier Netanyahu e il suo ministro della Difesa, Ehud Barak, sembrano intenzionati a ricorrere all’uso della forza in tempi brevi.
Account Twitter, Facebook, linee segrete, operazioni congiunte e attacchi dall’estero. In Siria – come del resto è capitato negli altri paesi della Primavera araba – da mesi è in atto una cyber guerra condotta dai ribelli per abbattere Assad utilizzando non solo i mezzi convenzionali ma anche la rete. Così mentre sul campo si versa sangue, sul web vengono portate avanti operazioni di ogni genere con il regime cerca disperatamente di mantenere la censura e il controllo sui mezzi di informazione.
L’esercito degli Stati Uniti sta concentrando la sua attenzione sull’Africa come parte della nuova strategia di difesa promossa dal presidente Obama.
Cesare Frank Figliuzzi, il capo della divisione controspionaggio dell’Fbi, avrà solo pochi minuti il 12 settembre per festeggiare i suoi 50 anni. Per i cacciatori di spie la guerra fredda non è finita, tutt’altro. L’Svr, erede del Kgb, diventa sempre più aggressivo.