IRAN, DIECI MESI PER LA BOMBA ATOMICA. LA NORDCOREA: “POSSIAMO COLPIRE GLI USA”
L’Iran potrebbe arricchire una quantita sufficiente di uranio per dotarsi della bomba atomica nel giro di quattro mesi, e avrebbe poi bisogno di otto-dieci mesi per fabbricare l’ordigno in questione: è quanto affermano gli autori di un nuovo rapporto americano sul dossier nucleare iraniano. Gli esperti dell’Istituto per la scienza e la sicurezza internazionale – organizzazione internazionale non a scopo di lucro che ha pubblicato il rapporto – sostengono che Teheran ha fatto progressi nelle sue attività di arricchimento dell’uranio ma che gli Stati Uniti e gli ispettori internazionali delle Nazioni Unite sono in grado sarebbero in grado di individuare ogni tentativo di “rottura” da parte iraniana – almeno per il momento.
Il segnale che qualcosa sta cambiando è arrivato qualche settimana fa, quando il presidente Barack Obama ha negato alla Ralls corporation – un’azienda di proprietà cinese – il permesso di costruire quattro parchi eolici in Oregon. La ragione? Sicurezza nazionale: i terreni si trovano vicini a una base aeronautica e i cinesi potrebbero usare le pale eoliche per spiare la pista di decollo dei Droni. Il caso Oregon è stato il primo, in 22 anni, in cui gli Usa hanno rifiutato un investimento estero. Ma è solo l’antipasto di una più ampia guerra commerciale, in cui ragioni economiche e di intelligence militare si sovrappongono, per andare a formare un quadro di frizione permanente.
La scorsa settimana l’Unione Europea ha dato il via a
WASHINGTON, STATI UNITI -Mentre aumenta l’ostilita’ russa verso gli Usa, si profila un’altra ”guerre di spie” tra Mosca e Washington, dopo quella che nel 2010 aveva portato alla scoperta di una rete di dieci agenti ‘dormienti’ dei servizi segreti russi, espulsi con uno scambio degno della guerra fredda. Questa volta pero’ sono in ballo segreti industriali militari e non ci sono ancora eroine femminili come Anna Chapman, la sexy spia diventata una celebrita’ in patria.
Facebook sbircia tra i messaggi privati degli utenti: la conferma arriva direttamente da un rappresentate del social network, come dimostra la dichiarazione riportata sulle pagine del sito
Altri tre sospetti agenti segreti russi sono sfuggiti all’Fbi e riparati a Mosca. Il ministero degli Esteri russo minimizza e parla di criminalità ordinaria. L’accusa di è di aver spedito illegalmente attrezzature ad alta tecnologia
Il tradimento di Bin Laden. Gli Stati Uniti dicono che non è possibile verificare la veridicità di una presunta intervista a Shakeel Afridi, il medico pakistano che ha aiutato la Cia a trovare Osama bin Laden. Nel mese di maggio un tribunale pakistano aveva condannato Afridi a 33 anni di carcere dopo essere stato arrestato in seguito all’uccisione da parte delle truppe statunitensi di bin Laden nel maggio 2011 il suo complesso nella città di Abbottabad. Il canale televisivo statunitense Fox News ha detto di aver ottenuto un’intervista esclusiva con il telefono Afridi da dietro le sbarre, in cui il medico denuncia mesi di tortura da parte dell’Inter-Services Intelligence del Pakistan.
Dossier sulla P3 e la P4, oltre a una sorta di ossessione per la figura di Luigi Bisignani, oggetto di decine di carte. Nelle migliaia di pagine di documenti sequestrati nell’abitazione di Paolo Gabriele, «moltissime riguardavano la massoneria e i servizi segreti», hanno dichiarato in aula gli agenti della Gendarmeria che hanno effettuato le perquisizioni. Inoltre nell’abitazione in vaticano del corvo situata in via Egidio, vicino all’Osservatore Romano, sono stati rinvenuti manuali e documentazioni di intelligence con istruzioni su tecniche di pedinamento e di intercettazioni ambientali, oltre a numerose carte su modalità di spionaggio e di rilevazione di tracce. A ciò si aggiunge una vera e propria attività di dossieraggio su questioni spinose come il caso Boffo, le procedure interne di funzionamento della Gendarmeria vaticana, e la scomparsa di Emanuela Orlandi.
Attenti alle spalle. Anzi, alle tasche. Dai laboratori del Naval Surface Warfare Center arriva un software che permette di scattare foto dallo smartphone senza che il proprietario se ne accorga. Si chiama PlaceRaider. Il centro di ricerche statunitense ha messo a punto questo meccanismo da utilizzare proprio nei casi di spionaggio. L’hacker è in grado di gestire da casa la telecamera del telefono, evitando di farle produrre i classici suoni dello scatto e di mostrare le fotografie in anteprima.