La Siria perde i pezzi: il premier defeziona «Con i ribelli a causa del genocidio del regime»
Perde i pezzi il governo siriano vicino al regime del presidente Bashar al-Assad. Il premier Riad Hijab «è stato rimosso dall’incarico» lunedì, secondo la tv di Stato iraniana Rtv, ma è fuggito in Giordania con la famiglia. Hijab, nominato lo scorso giugno, ha annunciato di essersi unito alla ribellione «a causa dei crimini di guerra e del genocidio» commessi dal regime. Anche il collega delle Finanze, Muhammad Jleilati, ha provato a disertare, ma è stato arrestato prima che potesse fuggire all’estero.
LE DISERZIONI– Altri tre funzionari dei servizi segreti siriani avrebbero disertato rifugiandosi in Giordania come Hijab: si tratta del colonnello Yasser Hajj Ali, del colonnello Yareb al-Shara – responsabile del Dipartimento informazioni dei servizi segreti a Damasco e membro del clan del vicepresidente siriano Faruk al-Shara – e del fratello Mohamamad. Anche Muhammed Faris, il primo astronauta siriano nello spazio, è fuggito.
In questi ultimi giorni sono divenute sempre più insistenti le voci di un possibile attacco aereo all’Iran per distruggere il programma nucleare di Teheran. La data che dovrebbe fare da spartiacque sarebbe quella delle elezioni americane, che si terranno in novembre.
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ufficialmente autorizzato la Cia ad aiutare i ribelli anti-governativi in Siria. Lo afferma un nuovo rapporto dell’agenzia di stampa inglese Reuters. Che la “Intelligence Community” statunitense stia operando a fianco dei ribelli siriani è noto da parecchio tempo. I media britannici hanno riferito come già nel giugno di quest’anno, americani e altre agenzie di spionaggio occidentali hanno scambiato informazioni strategiche con l’esercito volontario dei ribelli siriani. Nello stesso mese, il New York Times ha rivelato che una squadra sempre più numerosa di agenti della Cia stava partecipando a uno sforzo multinazionale per il contrabbando di armi turche e arabo saudite in Siria per le milizie anti-governative.
Non si sblocca il negoziato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla risoluzione presentata dagli occidentali che minaccia nuove sanzioni contro il regime di Damasco. La Russia ha già annunciato che opporrà il suo diritto di veto e numerose fonti diplomatiche si attendono che anche la Cina faccia altrettanto. “Andiamo verso un doppio veto russo e cinese”, ha confermato un diplomatico occidentale, secondo il quale Mosca non riuscirà comunque a raccogliere il consenso di nove dei 15 paesi membri del Consiglio necessario per l’approvazione della sua bozza di risoluzione. Quest’ultima prevede il rinnovo del mandato degli Osservatori Onu in Siria, in scadenza il prossimo 20 luglio, ma non fa riferimento ad alcuna sanzione contro il regime di Damasco.
Una caccia di 15 anni si è conclusa nei giorni scorsi quando i reporter del “Sun” hanno finalmente localizzato in un elegante quartiere di Budapest il «criminale nazista più ricercato»: Laszlo Csizsik-Csatary, 97 anni. A dare l’annuncio è stato oggi il settimanale britannico, poco dopo da Gerusalemme è giunta la conferma del Centro Wiesenthal di documentazione dei criminali nazisti, che l’anno scorso aveva dato ai reporter britannici indicazioni per localizzarlo. Le stesse informazioni erano state inoltrate allora anche alla magistratura ungherese, ha spiegato Efraim Zuroff, direttore della sezione israeliana del Centro Wiesenthal.
A distanza di quasi otto anni si continua a cercare di capire cosa possa aver portato all’improvviso peggioramento delle condizioni di salute e poi alla morte di Yasser Arafat, leader dell’Anp, nel novembre del 2004. Dopo aver lasciato Ramallah ed essersi trasferito in Francia per farsi curare all’ospedale militare di Percy, Arafat aveva visto un rapido deterioramento delle sue condizioni di salute. La sua morte, avvolta dal mistero, aveva spinto i palestinesi ad accusare Israele di aver assassinato il loro leader.
Il futuro della difesa militare saranno gli insetti. Insetti droni, si intende. Piccoli congegni dall’apparenza di zanzare o mosche che in realtà captano immagini del “nemico”.
La Siria non ha intenzioni ostili verso Ankara, con cui c’é ‘coordinamento per la ricerca e salvataggio’ dei piloti del jet turco abbattuto nei pressi delle coste siriane, a dimostrazione della ‘buona fede’ di Damasco. Così il portavoce del ministero degli Esteri siriano. Intanto, Parigi definisce inaccettabile la vicenda dell’abbattimento del velivolo da parte siriana, mentre Londra chiede di aumentare il pressing sul regime di Damasco, attivando l’Onu per una nuova risoluzione. La vicenda oggi discussa dai ministri degli Esteri Ue, che hanno approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Siria. Terzi esclude uno scenario libico.